Il 10 luglio ha segnato una tappa significativa per la gestione della mobilità del personale scolastico. È stato infatti sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) che disciplina le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie per l'anno scolastico 2026. La firma giunge dopo un confronto serrato tra le organizzazioni sindacali e l'amministrazione, definendo le regole che permetteranno a migliaia di docenti di avvicinarsi al proprio nucleo familiare o di ottenere una sede di servizio più consona alle proprie esigenze personali.
La Gilda degli Insegnanti, tra le sigle firmatarie, ha espresso una posizione articolata in merito all'accordo raggiunto. Se da un lato la sottoscrizione del testo definitivo è stata giudicata necessaria per garantire la certezza delle procedure, dall'altro il sindacato ha ribadito la necessità di interventi più incisivi. L'obiettivo dichiarato è quello di potenziare le tutele legate alla genitorialità, un tema che resta centrale nel dibattito sindacale e che richiede, secondo la Gilda, un impegno ulteriore da parte del Ministero per superare le rigidità ancora presenti nei vincoli di mobilità.
La firma del contratto rappresenta un passo avanti, ma la tutela della genitorialità deve diventare un pilastro strutturale nelle future contrattazioni sulla mobilità del personale.
Le assegnazioni provvisorie rappresentano, per molti docenti, l'unica possibilità di conciliare l'attività didattica con le responsabilità di cura verso i figli minori o i familiari non autosufficienti. La sottoscrizione del CCNI 2026 permette di avviare le operazioni in tempi utili, evitando le incertezze che spesso caratterizzano le fasi finali dell'estate. Tuttavia, la richiesta di un ulteriore intervento normativo evidenzia come il sistema attuale, pur garantendo una base di diritti, non riesca ancora a rispondere pienamente alle esigenze di flessibilità richieste dal corpo docente.
L'attenzione rimane alta anche sul fronte del punteggio e dei titoli necessari per migliorare la propria posizione nelle graduatorie, fattore che incide direttamente sulla possibilità di ottenere una sede più vicina alla residenza. La formazione continua e l'acquisizione di nuove competenze certificate non sono solo un dovere professionale, ma un elemento strategico per chi punta a consolidare la propria posizione nel sistema scolastico nazionale.
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