La gestione delle istanze per le assegnazioni provvisorie solleva spesso dubbi interpretativi, specialmente quando si incrociano le norme sulle precedenze con i vincoli imposti dalla mobilità ordinaria. Un punto di frizione riguarda il limite di età dei figli, parametro che determina l'accesso a specifiche tutele per il personale docente.
Secondo le indicazioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e del MEF, esiste una distinzione netta tra la precedenza riconosciuta per le assegnazioni provvisorie e la deroga al vincolo triennale di permanenza. Per quanto concerne le assegnazioni provvisorie interprovinciali, il possesso di figli di età compresa tra i 6 e i 16 anni costituisce un titolo di precedenza valido. Tuttavia, questo criterio non si traduce automaticamente in una deroga al vincolo di mobilità.
Il limite di età fissato a 14 anni per la deroga al vincolo di mobilità crea una divergenza normativa rispetto alla soglia dei 16 anni prevista per le precedenze nelle assegnazioni provvisorie.
La normativa vigente stabilisce che, per superare il vincolo di permanenza triennale, il limite di età del figlio è fissato tassativamente a 14 anni. Di conseguenza, un docente con un figlio di età compresa tra i 14 e i 16 anni può beneficiare della precedenza per l'assegnazione provvisoria, ma rimane soggetto al blocco della mobilità se non rientra in altre casistiche di deroga previste dal Contratto Collettivo Nazionale Integrativo.
Questa discrepanza tra i 14 anni per la mobilità e i 16 anni per le precedenze nelle assegnazioni richiede una lettura attenta dei bandi. I docenti interessati devono verificare con precisione la propria posizione anagrafica dei figli al momento della presentazione della domanda, poiché il sistema informativo del Ministero (SIDI) applica filtri rigidi basati su tali soglie temporali.
Oltre alla gestione delle precedenze, il punteggio rimane un elemento determinante per il buon esito della domanda. Molti docenti scelgono di potenziare il proprio profilo professionale attraverso certificazioni riconosciute, che permettono di scalare le graduatorie e migliorare la posizione in vista delle operazioni annuali di mobilità e assegnazione.
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