Il sistema di reclutamento scolastico italiano si trova nuovamente al centro di un acceso dibattito politico e giudiziario. La questione del doppio canale di assunzione e la richiesta di una piena parità di trattamento tra personale di ruolo e precari rappresentano oggi le priorità per migliaia di docenti inseriti nelle graduatorie. Il sindacato Anief, attraverso le parole del presidente Marcello Pacifico, ha ribadito la necessità di superare l'attuale precarietà per evitare nuove sanzioni da parte delle istituzioni europee, che da tempo monitorano l'abuso dei contratti a termine nel comparto scuola.
La strategia del sindacato poggia su una solida base giurisprudenziale, che affonda le radici nella storica sentenza Mascolo del 2014 della Corte di Giustizia europea. A questa si aggiungono le pronunce della Consulta del 2016 e la sentenza della Cassazione n. 33552/2016, che hanno chiarito i limiti legali alla reiterazione dei contratti su posti vacanti. Secondo Anief, il ricorso sistematico ai supplenti non solo danneggia la continuità didattica, ma espone lo Stato italiano a un contenzioso milionario: solo nei primi sei mesi del 2026, le sentenze favorevoli ai lavoratori hanno superato i 14 milioni di euro di risarcimenti.
La battaglia contro la precarietà è giuridica e politica allo stesso tempo, con l'obiettivo di tutelare il personale supplente e ridurre il contenzioso.
Verso una riforma del reclutamento e del CCNL
Le richieste avanzate dai rappresentanti sindacali, supportate dal lavoro legale degli avvocati Walter Miceli, Fabio Ganci e Nicola Zampieri, mirano a un cambiamento strutturale. La proposta di un doppio canale di reclutamento, che preveda assunzioni stabili direttamente dalle GPS su tutti i posti vacanti e disponibili, viene indicata come l'unica via percorribile per garantire stabilità al sistema. Parallelamente, si richiede che il nuovo CCNL 2025-2027 sancisca una parità normativa totale, superando le disparità che ancora oggi penalizzano chi non ha ancora ottenuto il ruolo.
Sebbene la normativa attuale abbia introdotto timidi segnali di apertura, come l'aumento del risarcimento economico fino a 24 mensilità e il riconoscimento di giornate di formazione retribuite, per il sindacato tali misure risultano insufficienti. Il nodo centrale resta la stabilità del rapporto di lavoro. In un contesto in cui il punteggio in graduatoria determina la possibilità di ottenere incarichi di supplenza o, in prospettiva, l'accesso al ruolo, ogni docente deve essere in grado di valorizzare al meglio il proprio profilo professionale attraverso certificazioni riconosciute dal Ministero.
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