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Bonus assunzioni under 35: la guida alla stabilizzazione giovani

Scopri come funziona il bonus assunzioni under 35 per la stabilizzazione giovani: i requisiti INPS

Bonus assunzioni under 35: la guida alla stabilizzazione giovani

Photo by Jakub Zerdzicki on Pexels

La gestione del personale e la pianificazione delle risorse umane rappresentano sfide quotidiane per le aziende private, che ora possono contare su un nuovo strumento operativo per favorire la stabilità occupazionale. Con la circolare numero 72 del 3 luglio 2026, l'INPS ha definito le istruzioni per l'applicazione dell'incentivo alla stabilizzazione giovani, una misura introdotta dal decreto Lavoro per agevolare la trasformazione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato.

Il beneficio si rivolge esclusivamente al settore privato, escludendo categoricamente la pubblica amministrazione. Per accedere allo sgravio, il lavoratore deve avere un'età inferiore o uguale a 34 anni e 364 giorni al momento della trasformazione contrattuale e non deve aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato in precedenza. Sono ammesse le figure di operai, impiegati e quadri, mentre il personale dirigenziale rimane escluso dal perimetro dell'agevolazione.

Requisiti contrattuali e soglie di contribuzione

Per beneficiare dell'esonero, le aziende devono operare entro finestre temporali ben definite. La norma premia le trasformazioni effettuate tra il 1° agosto 2026 e il 31 dicembre 2026, a condizione che il contratto a termine originario sia stato instaurato entro il 30 aprile 2026, abbia avuto una durata non superiore a dodici mesi e sia stato convertito senza soluzione di continuità.

L'incentivo prevede l'esonero dal versamento del 100 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo massimo di 24 mesi.

Il valore economico dell'agevolazione è fissato in un tetto massimo di 500 euro mensili per ogni lavoratore, cifra che viene riproporzionata in caso di assunzioni avviate a mese iniziato o di contratti part-time. È importante notare che lo sgravio non copre l'intera spesa del lavoro: rimangono esclusi i premi INAIL, il contributo per il TFR e i versamenti ai fondi di solidarietà bilaterali o interprofessionali.

Un vincolo stringente riguarda l'incremento occupazionale netto. L'azienda deve dimostrare che la stabilizzazione ha generato un aumento della forza lavoro rispetto alla media dei dodici mesi precedenti, calcolata in Unità di Lavoro Annuo (U.L.A.). Inoltre, il diritto al bonus decade in caso di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo effettuati nei sei mesi precedenti o successivi alla trasformazione all'interno della stessa unità produttiva.

La normativa impone anche il rispetto della regolarità contributiva tramite il DURC e l'osservanza dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Sebbene la misura non sia cumulabile con altri esoneri sulla quota datoriale, come la Decontribuzione Sud, è compatibile con la maggiorazione del costo ammesso in deduzione prevista dalla legge di Bilancio 2025 e con l'esonero dell'1 per cento per le aziende in possesso della Certificazione della parità di genere.

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