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Buoni pasto docenti e ATA: la battaglia per l'equità contrattuale

La battaglia per i buoni pasto docenti e ATA punta a colmare il divario con il resto della PA: ecco le richieste sindacali per il rinnovo del CCNL.

Buoni pasto docenti e ATA: la battaglia per l'equità contrattuale

Photo by Jose David Cortes on Pexels

Un insegnante su tre consuma il proprio pasto in piedi davanti a un distributore automatico, oppure rinuncia del tutto alla pausa pranzo per mancanza di tempo e strutture adeguate. Questa condizione, che riguarda circa 850mila tra docenti e personale ATA, contrasta nettamente con la realtà vissuta dagli impiegati e dai dirigenti di altri ministeri, che beneficiano di un ticket restaurant dal valore medio di 1.500 euro annui pro capite. Il paradosso è stato sollevato da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, in vista della XII Scuola estiva del sindacato a Terrasini.

I dati forniti dall'ARAN confermano che il buono pasto è ormai una realtà consolidata per il 95% del personale della pubblica amministrazione. L'esclusione sistematica del comparto istruzione genera un risparmio per lo Stato stimato in circa 200 milioni di euro ogni anno. Secondo le sigle sindacali, tale disparità non è più giustificabile, specialmente considerando che l'orario di servizio all'interno degli istituti scolastici supera sempre più frequentemente le sei ore giornaliere, rendendo necessaria una pausa dignitosa.

I lavoratori della scuola non sono figli di un dio minore: hanno le stesse responsabilità, i medesimi doveri e quindi anche uguali diritti rispetto agli altri dipendenti pubblici.

Le rivendicazioni per il rinnovo del CCNL 2025-2027

La questione dei buoni pasto rappresenta solo la punta dell'iceberg di un pacchetto di richieste più ampio che sarà oggetto di discussione durante l'incontro all'ARAN. Tra i punti centrali figura la mobilità per motivi familiari, con la proposta di consentire l'assegnazione provvisoria già dopo il primo anno di servizio in ruolo per chi deve assistere genitori over 65 o figli fino a 16 anni. Un altro tema critico riguarda la salute mentale: il sindacato chiede l'istituzione di un Osservatorio nazionale per monitorare il burnout professionale, con il riconoscimento ufficiale di tale condizione tra le malattie professionali.

Il dibattito si estende anche al fronte previdenziale, dove si punta al riscatto agevolato della laurea per favorire l'uscita anticipata a 60 anni, anziché agli attuali 67, e al ripristino degli scatti automatici triennali. Parallelamente, prosegue la vertenza per il riconoscimento del punteggio aggiuntivo nelle graduatorie GPS per il servizio prestato nelle isole minori e nelle zone montane, un tema che vede coinvolta anche l'VIII Commissione del Senato con il disegno di legge S1837.

Per affrontare le sfide di una scuola sempre più digitalizzata e complessa, il personale può potenziare il proprio profilo professionale attraverso percorsi certificati. IDCERT DigComp 2.2, ad esempio, permette di acquisire competenze informatiche riconosciute, fondamentali per chi opera in un contesto scolastico in continua evoluzione e punta a migliorare il proprio posizionamento nelle graduatorie.

Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigComp 2.2, la certificazione informatica accreditata che garantisce 1 punto nelle graduatorie GPS, ideale per docenti che desiderano aggiornare le proprie competenze digitali.

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