Il 2 luglio 2026, Palazzo Madama a Roma ha ospitato l'assemblea plenaria dell'Intergruppo Parlamentare per i Diritti Fondamentali della Persona. L'evento, promosso dalla senatrice Mariolina Castellone, ha posto al centro del dibattito il diritto all'istruzione, creando un ponte diretto tra le istituzioni e il mondo della scuola. Tra i contributi più significativi, l'intervento del docente di lettere Giacomo Visconti ha sollevato questioni dirimenti sulla qualità dell'insegnamento e sulla gestione delle risorse umane.
Il cuore della riflessione di Visconti si concentra sul fenomeno delle cosiddette "classi pollaio", un sovraffollamento che, secondo il docente, svuota di significato il concetto stesso di inclusione. La tesi sostenuta è che l'inclusione non debba limitarsi all'assistenza, ma debba permettere anche alle eccellenze di emergere, un obiettivo impossibile da raggiungere quando il numero di studenti per aula impedisce una reale attenzione verso il singolo.
Includere non è solo accogliere chi ha difficoltà, ma garantire anche all’eccellenze di emergere e tutto questo non è possibile per il numero eccessivo di studenti per classe.
Il paradosso pedagogico evidenziato riguarda la distanza tra le direttive ministeriali e la realtà quotidiana. Se i concorsi e i manuali didattici impongono di valorizzare la molteplicità degli stili di apprendimento, gestire trenta diversi profili cognitivi in un'unica aula rende tali indicazioni impraticabili. Questa spaccatura rischia di trasformare l'individualizzazione e la personalizzazione in termini puramente burocratici, delegando di fatto il recupero degli studenti al mercato delle lezioni private e al censo delle famiglie.
Strategie per un'inclusione efficace
Oltre alla necessaria riduzione del numero di alunni per classe, la sfida per il corpo docente risiede nell'acquisizione di strumenti metodologici capaci di ottimizzare la didattica in contesti complessi. L'innovazione tecnologica e la padronanza di metodologie didattiche moderne rappresentano oggi una leva fondamentale per gestire la diversità in aula, permettendo al docente di strutturare percorsi che rispondano alle esigenze di una classe eterogenea.
Visconti ha inoltre sollevato una provocazione economica di rilievo: il costo del mantenimento di classi sovraffollate, confrontato con le sanzioni che l'Unione Europea infligge all'Italia per la gestione del precariato. Sdoppiare le classi non rappresenterebbe solo un miglioramento pedagogico, ma una soluzione strutturale per la stabilizzazione del personale, preferibile al pagamento di multe comunitarie. La denatalità, in questo scenario, non deve essere considerata un correttivo automatico, ma un'opportunità per investire sulla qualità dell'istruzione pubblica.
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