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Contratto scuola e ore eccedenti: come cambiano gli arretrati

L'entrata in vigore del CCNL Scuola 2025-2027 solleva dubbi sul calcolo degli arretrati per le ore eccedenti: ecco le distinzioni tra supplenze e spezzoni.

Contratto scuola e ore eccedenti: come cambiano gli arretrati

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L’entrata in vigore della parte economica del CCNL Scuola 2025-2027 ha generato un acceso dibattito tra il personale docente riguardo al trattamento economico delle ore eccedenti. Molti insegnanti si interrogano sulla possibilità di ricevere arretrati per le prestazioni aggiuntive svolte nel corso del biennio 2025-2026, data la rivalutazione degli stipendi tabellari prevista dal nuovo accordo contrattuale.

Durante un recente intervento nel Question Time di Orizzonte Scuola TV, Stefano Cavallini, componente della segreteria nazionale Anief, ha chiarito che non tutte le tipologie di ore aggiuntive seguiranno lo stesso iter di adeguamento. La distinzione fondamentale risiede nella fonte di finanziamento del compenso e nel legame diretto con lo stipendio base del docente.

La distinzione tra supplenze brevi e spezzoni orario

Il nodo centrale riguarda la natura del fondo da cui attingono le risorse. Per quanto concerne le ore eccedenti prestate in sostituzione di colleghi assenti, la prospettiva di una rivalutazione appare remota. Poiché tali attività sono finanziate attraverso un fondo specifico definito nella contrattazione d'istituto, il compenso erogato risulta cristallizzato. In questo scenario, quanto percepito dal docente rimane invariato, indipendentemente dagli incrementi derivanti dal rinnovo del contratto nazionale.

Per le ore eccedenti relative alle supplenze dei docenti assenti, a mio avviso non potrà esserci alcun aumento, perché sono finanziate con un fondo specifico previsto nella contrattazione d'istituto.

Una dinamica differente si prospetta invece per gli spezzoni orario attribuiti fino al raggiungimento del limite massimo di 24 ore settimanali. Secondo l'analisi di Cavallini, per le ore eccedenti derivanti da spezzoni fino al 30 giugno, che si collocano al di sotto delle sette ore, sussistono margini concreti per una rivalutazione economica. Il motivo è di natura tecnica: il compenso per queste ore è calcolato direttamente sullo stipendio tabellare.

Poiché il conteggio dipende strettamente dalla retribuzione percepita in quell'anno, l'adeguamento agli aumenti previsti dal nuovo contratto dovrebbe riflettersi automaticamente anche su queste voci. Tuttavia, il rappresentante sindacale ha sottolineato che si tratta di una valutazione che necessita di una conferma ufficiale da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF). Il sindacato ha già annunciato l'intenzione di richiedere un chiarimento formale per dissipare ogni dubbio e verificare se gli aumenti contrattuali produrranno effetti tangibili sui compensi degli spezzoni orario.

In attesa di riscontri ufficiali, resta fondamentale per i docenti monitorare la propria posizione contrattuale e valutare l'acquisizione di nuove competenze per migliorare il proprio profilo professionale. L'aggiornamento costante, infatti, rappresenta una leva strategica per chiunque operi nel mondo della scuola, specialmente in vista di futuri aggiornamenti delle graduatorie o nuovi concorsi. Per chi desidera potenziare il proprio curriculum con certificazioni riconosciute, è possibile consultare l'offerta formativa completa su tutte le certificazioni disponibili.

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