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Crisi del ruolo genitoriale: educare al limite e alla realtà

La crisi del ruolo genitoriale richiede una riflessione profonda: educare significa imporre limiti per formare adulti capaci di affrontare la realtà.

Crisi del ruolo genitoriale: educare al limite e alla realtà

Photo by Ketut Subiyanto on Pexels

La gestione dei conflitti tra genitori e figli rappresenta oggi una delle sfide educative più complesse, segnata da una tendenza crescente ad assecondare ogni desiderio pur di evitare lo scontro. La criminologa Roberta Bruzzone, in un recente intervento pubblico, ha analizzato come la rinuncia alla funzione normativa da parte degli adulti stia generando una generazione di giovani privi di freni inibitori. Il problema non riguarda solo la fragilità dei ragazzi, ma la scelta consapevole di molti padri e madri di abdicare al proprio ruolo educativo per trasformarsi in amici o avvocati difensori dei propri figli.

Questa dinamica, definita dall'esperta come una vera e propria "resa educativa", si manifesta quando l'adulto cede per sfinimento di fronte alle pretese dei più piccoli. Insegnare che l'urlo o l'offesa sono strumenti validi per ottenere ciò che si desidera significa, di fatto, alimentare l'impulsività. Quando il confine tra desiderio e diritto viene meno, il giovane perde la capacità di tollerare la frustrazione, vivendo ogni diniego esterno come un'offesa personale intollerabile.

Un figlio senza limiti non diventa libero. Diventa ostaggio dei propri impulsi.

Il rischio concreto, una volta che questi ragazzi si confrontano con la società, è quello di trovarsi disarmati di fronte a una realtà che, per sua natura, impone dei "no". La mancanza di un allenamento alla frustrazione durante l'infanzia e l'adolescenza impedisce lo sviluppo di quei freni interni necessari per una convivenza civile. La vera educazione emotiva, secondo Bruzzone, consiste nel saper distinguere tra l'accoglienza di un'emozione e l'assoluzione di un comportamento: comprendere la rabbia di un figlio non implica giustificare azioni manipolatorie o distruttive.

Per i docenti e il personale scolastico, confrontarsi con studenti cresciuti in contesti privi di regole chiare richiede competenze specifiche e una solida preparazione pedagogica. La scuola rimane, insieme alla famiglia, il luogo deputato alla costruzione di una cittadinanza consapevole, dove il rispetto dei limiti e la gestione delle dinamiche relazionali devono essere parte integrante del percorso formativo. Approfondire le strategie di gestione dei gruppi e le metodologie didattiche inclusive è fondamentale per supportare gli studenti nel loro percorso di crescita, specialmente in contesti caratterizzati da fragilità emotiva o difficoltà comportamentali.

Per approfondire: CEMFORM propone il Master eCampus sul Bullismo, un percorso di alta formazione utile per comprendere la fenomenologia dei comportamenti devianti e acquisire strumenti pratici per la prevenzione e la gestione delle dinamiche relazionali in ambito scolastico.

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