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Docenti Legge 107/2015: la battaglia per il rientro a casa

A dieci anni dalla Buona Scuola, il CNDDU chiede misure per i docenti ancora lontani da casa, invocando un correttivo per le assegnazioni provvisorie.

Docenti Legge 107/2015: la battaglia per il rientro a casa

Photo by Budgeron Bach on Pexels

A oltre dieci anni dalle immissioni in ruolo previste dalla legge 107/2015, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) torna a sollevare la questione dei docenti ancora in servizio lontano dalla propria regione e dal proprio nucleo familiare. La condizione di questi insegnanti, entrati in ruolo nell’anno scolastico 2015/2016 attraverso una procedura eccezionale legata al piano straordinario di assunzioni, richiede una riflessione istituzionale non più rinviabile.

Il nodo centrale risiede nella mobilità nazionale obbligatoria imposta all'epoca. Il CNDDU sottolinea come l'accesso al ruolo fosse subordinato a una procedura estesa all'intero territorio nazionale, che non rappresentò una libera scelta di trasferimento, bensì una condizione necessaria per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato. Per questo motivo, il Coordinamento ritiene che la posizione giuridica di tale categoria sia distinta da quella di altri docenti e meriti un intervento correttivo specifico.

Per molti insegnanti, quella che avrebbe dovuto essere una condizione temporanea si è trasformata in una lontananza prolungata dalla famiglia, con conseguenze economiche, personali e professionali.

Tra le categorie maggiormente penalizzate, il CNDDU indica la classe di concorso A-46, Scienze giuridiche ed economiche. Risulta paradossale che docenti chiamati a insegnare Costituzione, educazione civica, legalità e diritti umani siano ancora oggi sottoposti agli effetti permanenti di una disciplina eccezionale che ne limita la stabilità familiare. La richiesta avanzata al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è quella di introdurre una disciplina transitoria nell'ambito del prossimo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo su utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.

Verso un riequilibrio della mobilità docente

La misura proposta dovrebbe riguardare i docenti immessi in ruolo ai sensi della legge 107/2015 che abbiano mantenuto, senza soluzione di continuità e per oltre dieci anni, una sede di titolarità fuori dalla propria regione di appartenenza. L'obiettivo è valorizzare il servizio effettivamente prestato e i titoli culturali e professionali acquisiti nel tempo, considerandoli criteri oggettivi di esperienza e competenza. Il CNDDU richiama i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale e tutela della famiglia, ribadendo che il rientro non rappresenterebbe un privilegio, ma il ripristino di un equilibrio coerente con l'efficienza amministrativa.

In questo contesto di continua evoluzione professionale, molti docenti scelgono di potenziare il proprio profilo attraverso certificazioni che attestino competenze trasversali, utili sia per la mobilità che per l'aggiornamento del punteggio nelle graduatorie. La valorizzazione del curriculum, infatti, rimane uno strumento fondamentale per chiunque operi nel mondo della scuola e desideri consolidare la propria posizione professionale in attesa di sviluppi normativi sul fronte dei trasferimenti.

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