Entrare in un’aula di liceo e chiedere ai ragazzi cosa li spinga ad alzarsi un’ora prima al mattino può trasformarsi in un esercizio di frustrazione. Lo psichiatra Paolo Crepet, durante un recente intervento televisivo, ha raccontato di aver ricevuto come unica risposta la parola "la sveglia", a testimonianza di un vuoto motivazionale che interroga profondamente il mondo della scuola. Questo disinteresse non è solo un dato di cronaca, ma una sfida pedagogica che chiama in causa la capacità degli educatori di intercettare le aspirazioni degli studenti.
Il rischio, secondo Crepet, è che i giovani si adagino su una sorta di inerzia esistenziale, alimentata dalla sicurezza di un futuro già scritto o dall'attesa passiva di un'eredità familiare. In un contesto in cui l'aspettativa di vita raggiunge i 94 anni, l'assenza di un "desiderio" o di una passione rischia di trasformare decenni di esistenza in un tempo dilatato e privo di significato. Il docente, in questo scenario, non può limitarsi alla trasmissione di nozioni, ma deve farsi "cacciatore di orizzonti", capace di accendere scintille di curiosità in un ambiente spesso dominato dall'apatia.
Buttando via la tua vita, tu devi diventare un cacciatore di orizzonti. Non puoi rimanere lì ad aspettare che qualcuno ti lasci l'appartamento dove vivrai sonnecchiando per altri 60 anni.
Innovazione didattica e nuove competenze
Per contrastare questo clima di rassegnazione, la scuola deve evolvere, integrando strumenti che rendano l'apprendimento un processo attivo e coinvolgente. L'innovazione tecnologica, se utilizzata con consapevolezza, permette di trasformare la lezione frontale in un laboratorio di scoperta. Acquisire nuove competenze digitali non significa solo aggiornare il proprio curriculum, ma dotarsi di linguaggi capaci di parlare alle nuove generazioni, rendendo la didattica più vicina ai loro interessi quotidiani.
La formazione continua del personale scolastico diventa quindi il presupposto per una scuola che non si limita a "gestire" gli studenti, ma che li accompagna nella costruzione di un progetto di vita. Saper utilizzare strumenti digitali avanzati o metodologie didattiche innovative permette al docente di porsi come guida autorevole, capace di stimolare quel pensiero critico necessario per uscire dall'immobilismo denunciato da Crepet. La professionalizzazione del docente passa attraverso un percorso di crescita costante, che trova riscontro anche nelle certificazioni professionali riconosciute dal Ministero.
Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigCompEdu — una certificazione specifica per le competenze digitali dei docenti, fondamentale per integrare l'innovazione tecnologica nella didattica quotidiana e acquisire 2 punti nelle graduatorie GPS.


