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Infortuni a scuola: i dati INAIL e la sicurezza negli istituti

Analizziamo i recenti dati INAIL sugli infortuni a scuola: 47mila casi in 5 mesi. Quali sono le implicazioni per la sicurezza negli istituti italiani?

Infortuni a scuola: i dati INAIL e la sicurezza negli istituti

Photo by Maxim Pat on Pexels

Il bollettino degli incidenti tra i banchi di scuola ha raggiunto cifre che impongono una riflessione profonda sulla gestione degli spazi e della vigilanza. Nei primi cinque mesi del 2026, l’INAIL ha registrato 47.748 denunce di infortunio che hanno coinvolto studenti di ogni ordine e grado. Si tratta di un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le segnalazioni si erano fermate a 45.159 unità.

A destare particolare preoccupazione è il dato relativo agli esiti fatali. Entro il mese di maggio 2026 sono stati denunciati dieci infortuni mortali, un numero superiore agli otto casi rilevati nell'anno precedente. Sebbene l'INAIL specifichi che si tratti di cifre provvisorie, soggette a revisione in fase di trattazione delle pratiche, il trend solleva interrogativi urgenti sulla tutela dell'incolumità fisica all'interno degli edifici scolastici.

Analisi dei fattori di rischio e distribuzione geografica

La fotografia scattata dall'istituto evidenzia come il 97% degli incidenti avvenga durante le normali attività didattiche, mentre solo il 3% è riconducibile al tragitto casa-scuola. Un dato demografico significativo riguarda l'età dei soggetti coinvolti: tre infortuni su quattro interessano studenti con meno di 15 anni, confermando che le scuole primarie e secondarie di primo grado rappresentano i contesti a maggiore criticità.

Il 18% del totale delle denunce di infortunio presentate all'INAIL nei primi cinque mesi del 2026 riguarda studenti, un dato che riflette la necessità di una vigilanza costante e di protocolli di sicurezza sempre più rigorosi.

Sul piano territoriale, il fenomeno non è distribuito in modo uniforme. La Lombardia guida la classifica con il 24% delle denunce nazionali e un incremento del 10,8% rispetto al 2025. Seguono l'Emilia-Romagna, con il 13% del totale e un balzo del 14,6%, il Veneto (12%) e il Piemonte (10%). Complessivamente, queste quattro regioni concentrano quasi il 60% degli infortuni scolastici italiani. È interessante notare, invece, una controtendenza positiva nei percorsi di formazione scuola-lavoro, dove le denunce sono scese da 1.006 a 463, segnando una flessione del 54%.

La gestione della sicurezza scolastica richiede oggi competenze trasversali, che vanno dalla conoscenza delle normative vigenti alla capacità di gestire le emergenze in contesti digitalizzati e laboratoriali. Per i docenti e il personale ATA, acquisire una solida preparazione sulle procedure di sicurezza e sull'uso corretto delle tecnologie didattiche è un passo fondamentale per prevenire i rischi e garantire un ambiente di apprendimento protetto.

Per approfondire: CEMFORM propone Teacher (certificazione competenze ICT docenti UNESCO), un percorso formativo che permette di acquisire competenze digitali avanzate, fondamentali per una gestione sicura e innovativa della didattica in aula.

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