L'entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act, trasforma radicalmente il panorama tecnologico degli istituti scolastici italiani. Le scuole non sono più semplici utilizzatrici di software, ma vengono inquadrate come "deployer" di sistemi di intelligenza artificiale, con responsabilità dirette che non possono più essere ignorate dai dirigenti e dai consigli di istituto.
L'articolo 4 del Regolamento stabilisce un obbligo preciso: garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale per tutto il personale. Questo significa che docenti e personale ATA devono acquisire competenze teoriche e pratiche per gestire strumenti che, fino a pochi mesi fa, erano considerati opzionali o puramente sperimentali. La normativa mira a prevenire rischi legati alla privacy, alla protezione dei dati personali e all'etica algoritmica, temi che entrano di diritto nella gestione quotidiana della segreteria e della didattica.
L'alfabetizzazione all'intelligenza artificiale non è più una scelta facoltativa, ma un requisito normativo imposto dall'AI Act per garantire la sicurezza digitale negli istituti.
Le istituzioni scolastiche devono ora pianificare percorsi di aggiornamento che vadano oltre la semplice conoscenza dei software di produttività. Il personale amministrativo, in particolare, si trova a dover gestire flussi di dati sempre più automatizzati, mentre i docenti sono chiamati a integrare l'AI nei processi di apprendimento senza compromettere l'integrità valutativa. La sfida è colmare il divario tra le potenzialità offerte dai nuovi strumenti e la consapevolezza dei rischi connessi, in linea con quanto richiesto dalle direttive europee.
Per affrontare questa transizione, il Ministero dell'Istruzione e del Merito spinge verso un modello di scuola digitale dove la competenza certificata diventa il parametro di riferimento. Strumenti come la IDCERT DigComp 2.2 permettono di validare le proprie abilità in un contesto di innovazione continua, garantendo al contempo il riconoscimento di punteggio utile per le graduatorie. La formazione non deve essere vista come un adempimento burocratico, ma come l'unico strumento efficace per governare il cambiamento tecnologico in aula e negli uffici di segreteria.
Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigCompEdu — una certificazione specifica per le competenze digitali dei docenti che riconosce 2 punti nelle graduatorie GPS e attesta la capacità di integrare l'innovazione tecnologica nella pratica didattica.


