Il profumo della carta stampata continua a esercitare un fascino irresistibile, resistendo con forza all’avanzata tecnologica. Secondo i recenti dati ISTAT sulle abitudini di lettura, nel 2025 oltre 20 milioni di persone hanno scelto il libro tradizionale, confermandolo come il supporto preferito dall'88,7% di chi legge nel tempo libero. Nonostante la digitalizzazione pervasiva, il 71,5% dei lettori si affida esclusivamente al formato cartaceo, delineando uno scenario in cui la tecnologia non sostituisce, ma affianca l'esperienza classica.
L'integrazione tra i due mondi è ormai una realtà consolidata, con il 17,6% dei lettori che alterna regolarmente carta e schermi. Tuttavia, l'approccio ai dispositivi elettronici varia significativamente in base al profilo culturale e anagrafico. Tra i cittadini con oltre 25 anni e un titolo di studio elevato, l'uso di e-book e risorse online raggiunge il 23,4%, evidenziando come una maggiore scolarizzazione favorisca l'adozione di strumenti digitali avanzati. Al contrario, tra chi possiede solo la licenza elementare, la percentuale di fruizione digitale crolla all'1,3%.
Il 59% degli studenti e dei lavoratori utilizza esclusivamente testi cartacei per motivi di studio o professionali, confermando la centralità del libro tradizionale nella formazione.
Le dinamiche cambiano radicalmente quando si osserva il comportamento delle nuove generazioni. Sebbene i bambini fino ai dieci anni prediligano la carta nel 90,8% dei casi, gli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni stanno trasformando la lettura in un'attività sociale. Il fenomeno del social reading, che coinvolge il 5,2% degli under 18, permette agli studenti di commentare capitoli e condividere recensioni in tempo reale su piattaforme dedicate. Questa evoluzione suggerisce che, per il mondo della scuola, l'innovazione non risieda solo nel supporto, ma nella capacità di rendere la lettura un'esperienza interattiva e condivisa.
Per i docenti, comprendere queste trasformazioni è fondamentale per integrare efficacemente le nuove tecnologie nella didattica quotidiana. L'adozione di strumenti digitali non deve essere vista come un'alternativa alla tradizione, ma come un potenziamento delle competenze necessarie in un ecosistema formativo sempre più ibrido. Chi opera nel settore scolastico può approfondire queste metodologie attraverso percorsi di aggiornamento mirati, come quelli offerti da IDCERT DigCompEdu, che permette di certificare le competenze digitali specifiche per l'insegnamento, garantendo un punteggio utile per le graduatorie GPS.
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