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Lettura e biblioteche: i dati ISTAT e il ruolo dei docenti

Analizziamo i dati ISTAT su lettura e biblioteche: come il calo dei lettori in Italia interpella la scuola e la formazione dei docenti di oggi.

Lettura e biblioteche: i dati ISTAT e il ruolo dei docenti

Photo by Ludovic Delot on Pexels

Sfogliare le pagine di un libro è un’abitudine che, nel panorama culturale italiano, sta subendo una contrazione progressiva. Secondo il recente report ISTAT “Libri e biblioteche: abitudini di lettura e frequentazione | Anni 2024 e 2025”, la quota di popolazione dai sei anni in su che ha letto almeno un libro nell’ultimo anno si attesta al 57,1%. Un dato che, se confrontato con la rilevazione del 2015, mostra una flessione significativa, considerando che dieci anni fa la percentuale sfiorava il 60%.

Il quadro statistico rivela dinamiche complesse legate al genere e all'età. Le donne confermano una maggiore propensione alla lettura, con una percentuale del 62,6% contro il 51,2% degli uomini, un divario che raggiunge l'apice nella fascia tra i 45 e i 54 anni. Al contrario, il picco di interesse si registra tra i giovanissimi: nella fascia 11-14 anni, la quota di lettori raggiunge il 78,9%, per poi decrescere costantemente fino al 37,5% tra gli over 75.

Il 35% degli italiani che non leggono indica la noia e il disinteresse come causa principale, mentre il 26,3% punta il dito contro la mancanza di tempo libero.

Divari territoriali e nuove frontiere digitali

La geografia del Paese incide profondamente su queste abitudini. Mentre nel Centro-Nord le percentuali di lettori superano stabilmente la soglia del 60%, nel Mezzogiorno il dato crolla al 47%. Anche il titolo di studio funge da discriminante: chi possiede un livello di istruzione elevato ha una probabilità di lettura tre volte superiore rispetto a chi ha un percorso scolastico più breve. In questo contesto, il ruolo della scuola diventa cruciale per contrastare la dispersione culturale e promuovere l'alfabetizzazione funzionale.

Nonostante la digitalizzazione, il formato cartaceo mantiene una posizione di dominio, con oltre il 71% dei lettori che predilige esclusivamente le edizioni stampate. Solo il 10,2% sceglie esclusivamente e-book o risorse online, mentre il 17,6% adotta un approccio ibrido. Per i docenti, integrare queste nuove modalità di fruizione richiede competenze specifiche, spesso acquisibili attraverso percorsi di aggiornamento come quelli offerti da IDCERT DigCompEdu, fondamentali per gestire la didattica digitale in modo consapevole e innovativo.

Il fenomeno degli "ex lettori" — un quarto di chi oggi non apre un libro dichiara di averlo fatto in passato — suggerisce che l'abbandono della lettura non sia sempre una scelta definitiva, ma spesso il risultato di una mancanza di stimoli adeguati. La sfida per il sistema scolastico, dunque, non riguarda solo l'insegnamento delle tecniche di lettura, ma la capacità di mantenere vivo l'interesse attraverso metodologie didattiche che sappiano dialogare con le nuove abitudini dei ragazzi, valorizzando sia il libro tradizionale che le risorse digitali.

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