Molti docenti integrano lo stipendio offrendo ripetizioni pomeridiane, una pratica diffusa che permette di supportare gli studenti in difficoltà. Fino ad oggi, la gestione fiscale di queste entrate extra è stata spesso oggetto di dubbi, ma il panorama normativo sta per cambiare in modo definitivo. Con l'introduzione del D.Lgs. 117/2026, il legislatore ha deciso di riordinare le disposizioni vigenti, inserendo la disciplina delle lezioni private e ripetizioni direttamente nel nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).
Il cambiamento entrerà in vigore ufficialmente il 1° gennaio 2027. La novità principale non risiede tanto nell'aliquota, che rimane confermata al 15%, quanto nella sua collocazione sistematica. La misura, che in precedenza poggiava su norme frammentate derivanti dalla Legge di Bilancio 2018, viene ora assorbita dall'Articolo 231 del nuovo TUIR, garantendo una maggiore stabilità e chiarezza interpretativa per tutto il personale scolastico.
Requisiti e vantaggi dell'imposta sostitutiva
L'agevolazione fiscale è riservata esclusivamente ai docenti titolari di cattedra, indipendentemente dall'ordine o dal grado di scuola in cui prestano servizio. L'applicazione dell'aliquota fissa al 15% agisce come imposta sostitutiva, permettendo di superare il regime di tassazione ordinaria. Scegliendo questa opzione, il docente non dovrà sommare i proventi delle lezioni al reddito da lavoro dipendente, evitando così l'applicazione degli scaglioni Irpef progressivi e delle relative addizionali regionali e comunali.
L'adesione alla flat tax al 15% non rappresenta un obbligo, ma una facoltà: il docente può scegliere liberamente se applicare l'imposta sostitutiva o ricorrere al regime di tassazione ordinaria in base alla propria convenienza economica.
La gestione operativa delle procedure sarà affidata all'Agenzia delle Entrate, che definirà con un apposito provvedimento le modalità tecniche per la comunicazione dell'opzione e per il versamento di acconti e saldi. È importante notare che le scadenze per il pagamento rimangono allineate a quelle previste per l'Irpef ordinaria. Inoltre, il nuovo impianto normativo chiarisce che le procedure di liquidazione, accertamento, riscossione e l'eventuale gestione del contenzioso seguiranno le regole standard previste per le imposte sui redditi.
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