Formazione & Certificazioni

Maturità 2026: come cambia l'esame di Stato con il Curriculum dello studente

La maturità 2026 segna una svolta: addio all'ansia da sorteggio, spazio al Curriculum dello studente per un esame che valorizza il percorso formativo.

Maturità 2026: come cambia l'esame di Stato con il Curriculum dello studente

Photo by Ab Pixels on Pexels

C’era una volta la busta sigillata con la ceralacca, custodita come un reliquiario e aperta con il tremore di chi temeva di pescare l'argomento sbagliato. Per anni, il destino degli studenti è stato affidato a un algoritmo, a un incrocio casuale di discipline che trasformava il colloquio in una prova di pura sorte. Oggi, però, lo scenario appare radicalmente mutato, come testimoniato da Francesco Rossi, dirigente scolastico del Liceo Montale di Roma, che ha presieduto una commissione durante la maturità 2026.

La riforma introdotta dal decreto ministeriale del 29 gennaio 2026 ha impresso una direzione nuova all'esame di Stato. Il fulcro non è più il caso, ma il Curriculum dello studente. Al momento del colloquio, il candidato non deve più affrontare un sorteggio, ma ha l'opportunità di presentare il proprio percorso quinquennale: progetti di alternanza scuola-lavoro, certificazioni acquisite, attività extrascolastiche e risultati INVALSI diventano la bussola dell'intera prova.

Un esame che valorizza il percorso dello studente

Il nuovo approccio trasforma il colloquio in un momento di narrazione e consapevolezza. Come sottolineato dal dirigente Rossi, ascoltare i ragazzi che rileggono il proprio bagaglio formativo permette alla commissione di comprendere non solo le nozioni apprese, ma la maturità raggiunta. La capacità di collegare le discipline, di argomentare in modo critico e di mostrare responsabilità è diventata il vero metro di giudizio, superando la logica della semplice interrogazione nozionistica.

La commissione, quando fa bene il suo lavoro, non cerca la risposta esatta, cerca lo sguardo critico, l'esempio concreto, la consapevolezza. Cerca il futuro.

In questo contesto, la valorizzazione del percorso individuale assume un peso determinante. Le competenze acquisite durante il quinquennio, incluse quelle digitali o linguistiche, non sono più elementi accessori, ma parte integrante del profilo che lo studente presenta alla commissione. Per chi desidera arricchire il proprio curriculum con competenze riconosciute dal Ministero, è possibile consultare l'offerta formativa su tutte le certificazioni disponibili per docenti e personale scolastico.

Il passaggio dalla ceralacca, simbolo di una tradizione burocratica secolare, a un esame che finalmente ascolta la voce dei ragazzi, segna un cambio di paradigma. Non si tratta di rendere la prova più facile, ma più autentica. Il colloquio mira a verificare la capacità di raccordare le conoscenze e di sostenere una tesi, trasformando l'esame da un muro insormontabile a una porta aperta verso il futuro professionale e accademico dei giovani.

Per approfondire: CEMFORM propone la certificazione IDCERT DigComp 2.2, un titolo accreditato che permette di acquisire 1 punto nelle graduatorie GPS, valorizzando le competenze digitali fondamentali nel moderno Curriculum dello studente.

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