Formazione & Certificazioni

Maturità e competenze: cosa insegna il caso del "re" sul baldacchino

Il caso dello studente arrivato alla Maturità su un baldacchino interroga i docenti sulle reali competenze: è esibizionismo o capacità progettuale?

Maturità e competenze: cosa insegna il caso del "re" sul baldacchino

Photo by Ali Ahmad DANESH on Pexels

L’immagine di uno studente che si presenta all’orale della Maturità seduto su un baldacchino, con corona e scettro, ha scatenato un acceso dibattito. Prima ancora di valutare la preparazione accademica del ragazzo, il "tribunale dei social" ha emesso sentenze immediate: esibizionismo, mancanza di rispetto, oppure, al contrario, geniale originalità. Tuttavia, al di là della provocazione estetica, l'episodio solleva una questione pedagogica profonda che chiama in causa direttamente il ruolo dei docenti e i criteri di valutazione delle competenze.

Se proviamo a spogliare l'evento dal suo impatto visivo, ciò che resta è un complesso processo di gestione. Lo studente ha ideato una performance, costruito una narrazione, coordinato un gruppo di persone, distribuito ruoli e gestito tempi e logistica. Ha compreso il potenziale comunicativo dei simboli e ha trasformato un momento individuale in un evento collettivo capace di generare un impatto mediatico reale. In un contesto scolastico tradizionale, queste abilità verrebbero catalogate sotto voci ben precise: progettazione, leadership, capacità organizzativa e comunicazione efficace.

Il problema non è l'assenza di competenze, ma il fatto che queste siano emerse senza la nostra autorizzazione, sfuggendo ai rigidi schemi della didattica tradizionale.

Il disagio che molti adulti provano di fronte a tale scena nasce forse dal contrasto tra la formalità richiesta dall'Esame di Stato e la natura informale, quasi dirompente, della performance. Se lo stesso studente avesse presentato un PowerPoint strutturato su "Ideazione e realizzazione di un evento comunicativo", elencando obiettivi, target e strategie di diffusione, probabilmente avremmo parlato di un eccellente compito autentico. La sostanza del lavoro svolto, tuttavia, rimane identica: ciò che cambia è solo il contenitore, che in questo caso ha sfidato le aspettative di decoro istituzionale.

Questo episodio invita a una riflessione necessaria sulla natura delle competenze che la scuola moderna intende promuovere. Spesso, il divario tra le abilità richieste dal mondo contemporaneo — caratterizzato da una rapida evoluzione digitale e comunicativa — e le modalità di verifica scolastica diventa evidente. Per i docenti, l'obiettivo è integrare strumenti didattici che permettano di valorizzare il pensiero critico e la creatività, garantendo al contempo il rigore richiesto dalle certificazioni ufficiali. Sviluppare una solida base di competenze digitali e metodologiche è fondamentale per gestire la complessità della didattica contemporanea, come dimostrato dai percorsi di aggiornamento professionale disponibili su IDCERT DigCompEdu.

Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigCompEdu, la certificazione specifica per le competenze digitali dei docenti che permette di acquisire 2 punti nelle graduatorie GPS.

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