Formazione & Certificazioni

Organi collegiali a distanza: i dubbi dell'ANP sul lavoro agile

La partecipazione agli organi collegiali a distanza solleva dubbi tra i dirigenti: l'ANP chiede chiarimenti al Ministero sulla gestione del lavoro agile.

Organi collegiali a distanza: i dubbi dell'ANP sul lavoro agile

La gestione delle sedute degli organi collegiali in modalità telematica continua a generare incertezze operative all'interno delle istituzioni scolastiche. A seguito dell'intesa sottoscritta il 24 giugno 2026 e della successiva nota ministeriale del 30 giugno, l'Amministrazione ha ricondotto la partecipazione a distanza alle sedute — incluse quelle deliberative — all'istituto del lavoro agile, disciplinato dalla legge 81/2017. Questa interpretazione ha spinto l'ANP a richiedere un intervento chiarificatore urgente, evidenziando come l'applicazione rigida delle norme sullo smart working possa entrare in conflitto con la natura stessa delle funzioni collegiali.

Il nodo centrale della questione risiede nella distinzione tra l'attività lavorativa ordinaria e l'esercizio di funzioni istituzionali che richiedono la presenza, anche virtuale, dei membri. L'ANP sottolinea che l'equiparazione tra la partecipazione a un consiglio di classe o a un collegio docenti e la prestazione lavorativa in modalità agile rischia di creare un corto circuito normativo. Le perplessità riguardano in particolare la tracciabilità delle presenze, la validità delle delibere assunte in contesti non presenziali e la gestione dei tempi di connessione, che non sempre coincidono con le dinamiche del lavoro agile tradizionale.

La partecipazione agli organi collegiali non può essere ridotta a una mera prestazione in lavoro agile, poiché richiede garanzie di collegialità e trasparenza che la normativa attuale non disciplina in modo univoco.

La richiesta di chiarimenti inviata al Ministero mira a definire un quadro normativo che tuteli il personale docente e ATA, evitando che la digitalizzazione dei processi scolastici si traduca in un aumento della burocrazia o in rischi di illegittimità degli atti. La scuola, sempre più orientata verso l'innovazione tecnologica, necessita di regole certe per gestire le competenze digitali applicate alla didattica e alla gestione amministrativa. In questo contesto, l'acquisizione di competenze certificate diventa un elemento imprescindibile per chiunque operi nel settore, garantendo una gestione consapevole degli strumenti informatici.

L'evoluzione verso una scuola digitale richiede non solo infrastrutture adeguate, ma anche una formazione specifica che permetta di navigare tra le nuove modalità di interazione telematica. Per i docenti e il personale amministrativo, possedere certificazioni riconosciute significa poter gestire con competenza le piattaforme di collaborazione e le procedure amministrative digitalizzate, riducendo le incertezze legate all'uso delle nuove tecnologie.

Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigCompEdu, la certificazione specifica per le competenze digitali dei docenti, fondamentale per padroneggiare gli strumenti di didattica digitale e collaborazione a distanza, garantendo 2 punti nelle graduatorie GPS.

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