Dal 6 luglio sono entrate in vigore le nuove direttive ministeriali che regolano la registrazione delle presenze nei progetti FSE+ del programma Scuola e Competenze. Sebbene l'obiettivo dichiarato sia quello di tutelare le istituzioni scolastiche da possibili decurtazioni finanziarie in fase di controllo, le procedure introdotte stanno generando forti preoccupazioni tra gli addetti ai lavori. L'Associazione Nazionale Presidi (ANP) ha espresso un netto dissenso, evidenziando come la rigidità delle nuove norme rischi di trasformarsi in un boomerang economico per gli istituti che operano correttamente.
Il nodo principale riguarda la gestione delle attività didattiche, specialmente nella scuola dell'infanzia e primaria. In questi contesti, l'obbligo di sorveglianza sui minori rappresenta una priorità inderogabile che mal si concilia con le complessità tecniche della rendicontazione digitale. Un malfunzionamento del tablet o del computer utilizzato per la firma elettronica non può infatti sospendere il dovere di vigilanza del personale. Il rischio concreto è che, in caso di guasti tecnici o impossibilità di registrare le presenze, la scuola si trovi a dover retribuire i formatori con fondi propri, perdendo al contempo il finanziamento europeo per il mancato rispetto dei protocolli burocratici.
Il rischio di un doppio danno economico, derivante dalla mancata registrazione elettronica, appare del tutto sproporzionato rispetto alla realtà quotidiana vissuta nelle aule scolastiche.
Le criticità sollevate dall'ANP riguardano anche la gestione dei tempi di accoglienza. La disposizione ministeriale che impone il recupero di ogni minuto di ritardo, anche se contenuto entro i 30 minuti, appare distante dalle dinamiche pedagogiche reali. Inoltre, il conteggio delle ore formative, che decorre solo dall'apposizione della seconda firma tra tutor ed esperto, privilegia la rapidità burocratica rispetto al necessario coordinamento educativo. A questo si aggiunge l'esclusione, da parte del Ministero, di problematiche legate allo SPID o alla mancanza di connessione internet dalle casistiche di "malfunzionamento" giustificabile.
Tale esclusione penalizza pesantemente le attività svolte all'aperto o in aree isolate, dove la copertura di rete non è garantita. In queste situazioni, il dirigente scolastico si trova privo di tutele, impossibilitato ad attestare lo svolgimento regolare delle attività in caso di intoppi tecnici. Per evitare che le istituzioni scolastiche rinuncino a partecipare ai progetti europei del ciclo 2021-2027, l'ANP ha richiesto con urgenza l'apertura di un Tavolo tecnico dedicato, finalizzato a introdurre correttivi che tengano conto delle reali condizioni operative delle scuole italiane.
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