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Reclutamento docenti: il ritorno del doppio canale di Pittoni

Il dibattito sul reclutamento docenti si riaccende con la proposta del doppio canale: ecco i dettagli del DDL 1920/2020 per la stabilizzazione.

Reclutamento docenti: il ritorno del doppio canale di Pittoni

Photo by Max Fischer on Pexels

La gestione delle immissioni in ruolo rimane uno dei temi più caldi nel panorama dell'istruzione italiana, con migliaia di aspiranti insegnanti in attesa di una semplificazione dei percorsi di accesso. Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, ha recentemente riacceso il confronto politico rilanciando il progetto del doppio canale di reclutamento docenti, una strategia che mira a superare l'attuale frammentazione delle procedure concorsuali.

Il fulcro della proposta, contenuta nel disegno di legge 1920/2020, risiede nella volontà di eliminare le prove selettive aggiuntive per chi ha già maturato esperienza sul campo. Secondo l'esponente leghista, il sistema attuale si è trasformato in un complesso meccanismo che penalizza i docenti, costringendoli a una sequenza infinita di concorsi che non sempre riflettono le reali competenze acquisite durante gli anni di servizio.

L'obiettivo del cosiddetto doppio canale di reclutamento dei docenti sono forme strutturali che non prevedano ulteriori prove selettive, gettando le basi affinché chi desidera intraprendere la carriera dell'insegnante non si ritrovi più a entrare in una sorta di 'selezionificio' senza fine.

Il riferimento normativo principale citato da Pittoni è l'articolo 59 della Legge 106 del 23 luglio 2021, nata dalla conversione del Decreto-Legge 73/2021, noto come Sostegni bis, e successivamente prorogato dal Decreto-Legge 19/2024. L'idea è quella di valorizzare le Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), trasformandole in un canale effettivo di accesso al ruolo, una modalità già sperimentata con successo per il sostegno e che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe essere estesa anche ai posti comuni.

Verso una stabilizzazione strutturale

La proposta punta a ripristinare il criterio dell'idoneità e a ricostituire le graduatorie di merito, strumenti considerati essenziali per garantire equità e trasparenza. In un contesto in cui il precariato storico rappresenta ancora una ferita aperta per il sistema scolastico, l'integrazione tra le graduatorie e il ruolo viene vista come la via maestra per offrire certezze contrattuali a chi da anni garantisce la continuità didattica nelle aule italiane.

Per i docenti, l'attesa di una riforma strutturale si accompagna alla necessità di mantenere aggiornato il proprio profilo professionale. In un sistema che punta a valorizzare le competenze, possedere certificazioni riconosciute diventa un elemento distintivo per migliorare il proprio posizionamento nelle graduatorie. Per chi desidera potenziare il proprio curriculum in vista delle future procedure, è possibile consultare la guida dedicata ai Corsi Singoli eCampus, utile per integrare i CFU necessari per l'accesso alle classi di concorso.

Per approfondire: CEMFORM propone il Pacchetto DigComp 2.2 + DigCompEdu, un percorso completo che permette di acquisire 3 punti nelle graduatorie GPS, certificando le competenze digitali fondamentali per il docente moderno.

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