La gestione della sicurezza in aula rappresenta una delle sfide quotidiane più delicate per il personale scolastico. Un caso recente, discusso nelle aule di tribunale, offre uno spaccato significativo su come la giurisprudenza valuti la responsabilità dei docenti quando un alunno subisce un infortunio durante l'orario di lezione. Il fatto risale al 5 dicembre 2019, quando un bambino di dieci anni, durante le attività di riordino dell'aula post-mensa, è caduto riportando un trauma distorsivo alla caviglia.
La famiglia del minore ha citato in giudizio il Ministero dell'Istruzione, richiedendo un risarcimento di 13.037 euro. La tesi accusatoria sosteneva che la caduta fosse stata causata da oggetti lasciati incustoditi tra i banchi, ipotizzando una carenza di vigilanza da parte dell'insegnante. Tuttavia, l'istruttoria ha rivelato una realtà ben diversa, portando il giudice a rigettare la domanda risarcitoria per totale assenza di prove concrete sulla dinamica dell'evento.
Il confine tra vigilanza e responsabilità contrattuale
Il nodo centrale della questione risiede nella natura della responsabilità scolastica. La giurisprudenza, richiamando la sentenza della Cassazione n. 18615 del 2015, chiarisce che la responsabilità della scuola per danni da autolesione dell'alunno è di tipo contrattuale. Ciò implica che, una volta instaurato il rapporto scolastico, l'istituto è tenuto a garantire la vigilanza, ma il danneggiato ha l'onere di dimostrare che il danno sia derivato da un'omissione specifica di tale dovere.
Il danneggiato deve dimostrare non soltanto che il danno si è verificato durante l'orario scolastico, ma anche che è stato causato dall'omissione di controllo o dalla colpa dell'insegnante.
Nel caso analizzato, la testimonianza dell'insegnante è stata decisiva. La docente ha confermato di aver supervisionato le attività di riordino e ha escluso categoricamente la presenza di ostacoli o zaini sul percorso dell'alunno. Il giudice, citando la sentenza n. 14910 del 2018, ha sottolineato che la responsabilità non può basarsi su ricostruzioni "evanescenti" o su ipotesi alternative tra loro incompatibili. Senza la prova di una condotta negligente, l'incidente fortuito non può essere imputato al personale scolastico.
Questa pronuncia ribadisce l'importanza cruciale di una documentazione accurata da parte dei docenti. La redazione di rapporti dettagliati subito dopo un sinistro, come avvenuto in questa circostanza, costituisce un elemento di difesa fondamentale per il personale. Per chi desidera approfondire le dinamiche di gestione della classe e le competenze necessarie per operare in un ambiente scolastico sicuro e tecnologicamente avanzato, è possibile consultare le certificazioni professionali CEMFORM, utili per arricchire il proprio profilo e acquisire competenze certificate.
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