Il percorso parlamentare che ha tenuto banco negli ultimi mesi è giunto al termine: la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla riforma del reclutamento del personale universitario. Con 122 voti favorevoli, 70 contrari e 3 astenuti, il provvedimento diventa ufficialmente legge dello Stato, segnando un punto di svolta per il sistema accademico italiano.
La modifica più significativa riguarda il superamento dell'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), pilastro introdotto dalla legge 240 del 2010. L'accesso ai ruoli di professore di prima e seconda fascia non richiederà più il superamento di una procedura abilitativa preventiva. Al suo posto, i candidati dovranno dimostrare il possesso di specifici requisiti di produttività e qualificazione scientifica attraverso una dichiarazione sostitutiva telematica.
Nuove modalità di selezione e prova didattica
Il legislatore ha inteso imprimere una svolta anche alle procedure concorsuali vere e proprie. Oltre alla valutazione dei titoli, che includerà parametri legati alla ricerca, alla titolarità di progetti finanziati e al volume delle pubblicazioni, i candidati saranno chiamati a sostenere una prova didattica su un tema estratto al momento. Tale prova si affiancherà alla discussione pubblica dei contenuti scientifici, rendendo il processo di selezione più orientato alle competenze pedagogiche e comunicative.
Il nuovo sistema di reclutamento punta a valorizzare la qualità scientifica e la capacità didattica, superando la rigidità dell'Abilitazione Scientifica Nazionale.
Anche la composizione delle commissioni giudicatrici subisce una revisione radicale. I collegi saranno formati da cinque membri, di cui quattro estratti a sorte da liste ministeriali e solo uno individuato direttamente dall'ateneo banditore. Questo meccanismo mira a garantire una maggiore trasparenza e imparzialità nelle valutazioni.
Per quanto concerne il personale già in servizio, la legge prevede un regime transitorio che tutela chi ha già conseguito l'ASN, mantenendo l'idoneità fino alla naturale scadenza del titolo. Inoltre, viene introdotta una nuova disciplina per la mobilità: i docenti e i ricercatori a tempo indeterminato con almeno cinque anni di servizio potranno trasferirsi presso altri atenei, previo doppio assenso delle università interessate e nel rispetto degli equilibri economico-finanziari dell'ente ricevente.
Questi cambiamenti riflettono una crescente attenzione verso la professionalizzazione del docente, un tema che trova riscontro anche nei percorsi di formazione continua necessari per chi opera nel mondo della scuola e dell'università. Per chi desidera potenziare il proprio profilo professionale, CEMFORM offre un'ampia gamma di Corsi Singoli eCampus, ideali per integrare CFU, colmare debiti formativi o prepararsi al meglio per i concorsi e le nuove sfide del reclutamento.
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