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Rischi del digitale nei bambini: il parere di Daniele Novara

L'esposizione precoce ai dispositivi digitali compromette lo sviluppo cognitivo: ecco i rischi del digitale nei bambini secondo il pedagogista Novara.

Rischi del digitale nei bambini: il parere di Daniele Novara

Photo by Markus Spiske on Pexels

L'osservazione quotidiana di bambini che scorrono con naturalezza le dita su un touchscreen genera spesso stupore negli adulti, che interpretano tale abilità come un segno di intelligenza precoce. Tuttavia, dietro questa destrezza si cela un'insidia profonda per lo sviluppo neurofisiologico. Il pedagogista Daniele Novara ha recentemente richiamato l'attenzione su un tema critico: la mente infantile, basata sull'immediatezza e priva di filtri, non possiede ancora la maturità necessaria per gestire l'impatto delle tecnologie digitali.

Il cuore del problema risiede nella fisiologica immaturità della corteccia prefrontale nei più piccoli. Questa condizione rende i minori particolarmente vulnerabili, trasformandoli in consumatori ideali per il mercato tecnologico, ma ostacolando al contempo le loro reali necessità evolutive. L'infanzia richiede un contatto diretto con la realtà: manipolazione, esperienze sensoriali e interazioni concrete sono i pilastri su cui si costruisce l'apprendimento. Sostituire queste attività con l'uso precoce di schermi significa privare il bambino di stimoli fondamentali per la crescita.

I bambini piccoli devono stare in un contesto sensoriale, pratico concreto ed esperienziale e fruire di un linguaggio anche molto iperealistico lontano da quello digitale.

Le conseguenze di un'esposizione anticipata ai dispositivi elettronici si riflettono direttamente sugli apprendimenti scolastici di base. La scrittura manuale, ad esempio, non può essere sostituita dalla digitazione su tastiera senza compromettere l'acquisizione dei processi di letto-scrittura. L'uso di penna e carta rimane un passaggio obbligato per lo sviluppo cognitivo, che viene invece intralciato dalla fruizione passiva di contenuti digitali. Anche la qualità del sonno subisce alterazioni significative: la luce blu emessa dai monitor interferisce con i ritmi biologici, rendendo le camere da letto luoghi che dovrebbero essere rigorosamente privi di smartphone, tablet o televisori.

Per i docenti, comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare una didattica consapevole, capace di integrare le tecnologie solo quando lo sviluppo cognitivo degli alunni è pronto a sostenerle. La formazione in questo ambito non riguarda solo l'uso tecnico degli strumenti, ma la capacità di mediare il rapporto tra competenze digitali e benessere psicofisico dello studente. Il ruolo dell'educatore diventa dunque quello di un filtro consapevole, capace di bilanciare l'innovazione tecnologica con le necessità biologiche e pedagogiche dell'età evolutiva.

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