Il personale scolastico in servizio presso le istituzioni italiane fuori dai confini nazionali si trova al centro di una fase negoziale decisiva. Presso l'ARAN si è tenuto il primo confronto tecnico dedicato specificamente al rinnovo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027, con l'obiettivo di definire un quadro normativo più coerente con le peculiarità del lavoro svolto all'estero.
L'esame della bozza contrattuale ha preso le mosse dai punti di convergenza già individuati durante la precedente sequenza negoziale 2022-2024. Tuttavia, è emerso un limite strutturale significativo: l'ARAN ha chiarito di non disporre di un mandato negoziale per disciplinare istituti che comportino nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato. Tali questioni, per essere risolte, richiedono un coinvolgimento diretto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).
Le proposte sindacali tra ferie e mobilità
Le organizzazioni sindacali hanno presentato diverse proposte emendative per superare le criticità attuali. L'ANIEF, in particolare, ha posto l'accento sul calcolo delle ferie, chiedendo di eliminare la previsione che considera il sabato come giorno lavorativo ai fini del computo feriale, allineandosi alla disciplina del personale di ruolo del MAECI. Sul fronte della mobilità, il sindacato preme per introdurre la possibilità di trasferimento tra sedi estere dopo il terzo anno di servizio e non oltre il quinto, senza oneri aggiuntivi per l'amministrazione.
La CISL Scuola ha sottolineato come l'entrata in vigore del d.lgs. 64/2017 abbia determinato una disapplicazione della normativa contrattuale in materia di ferie, creando una situazione di incertezza che va assolutamente risolta.
Anche la CISL Scuola ha rivendicato con forza la necessità di intervenire sulla questione del sabato lavorativo, proponendo soluzioni che non generino costi aggiuntivi. Tra le richieste avanzate, spicca la richiesta di una maggiore flessibilità nell'utilizzo del fondo destinato alle scuole italiane all'estero, affidando alla contrattazione decentrata l'individuazione delle attività da retribuire per evitare che le risorse restino inutilizzate.
Un altro tema centrale riguarda la digitalizzazione dei processi amministrativi. Le sigle sindacali spingono per la sottoscrizione digitale degli atti relativi alla presa di servizio, ai trasferimenti e alle cessazioni. La modernizzazione degli strumenti di gestione, unita a una formazione specifica sulle competenze digitali, rappresenta un passaggio necessario per l'efficienza del personale, che può trovare supporto in percorsi di aggiornamento come la certificazione IDCERT DigCompEdu, fondamentale per chi opera in contesti internazionali dove l'innovazione tecnologica è un requisito imprescindibile.
Il tavolo tecnico ha fissato il prossimo incontro per il 22 luglio. In quella sede, l'ARAN dovrà fornire risposte concrete dopo aver approfondito le proposte con il Ministero degli Affari Esteri, cercando di conciliare le esigenze di flessibilità del personale con i vincoli di bilancio statali.
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