Formazione & Certificazioni

Vincenzo Schettini e la lettura: perché il docente deve formarsi

Vincenzo Schettini promuove la lettura come strumento di crescita. Scopri come la formazione continua, tra libri e certificazioni, arricchisce il docente.

Vincenzo Schettini e la lettura: perché il docente deve formarsi

Photo by Osviel Rodriguez Valdés on Pexels

Tra una lezione di fisica virale sul web e la gestione quotidiana della vita scolastica, Vincenzo Schettini, volto noto de "La fisica che ci piace", ha recentemente offerto uno spunto di riflessione che va oltre le formule e i laboratori. In un momento in cui il tempo per l'aggiornamento professionale sembra sempre più risicato, il professore ha invitato i suoi follower a riscoprire il piacere della lettura, spaziando dai classici della saggistica scientifica fino ai romanzi contemporanei. Un invito che, per chi vive il mondo della scuola, suona come un richiamo necessario alla curiosità intellettuale.

Il consiglio di Schettini non è solo un suggerimento estivo, ma una dichiarazione di metodo. Leggere, per un docente, significa mantenere viva quella flessibilità mentale che è alla base di ogni innovazione didattica. Quando il professore racconta di rileggere Il Tao della fisica di Fritjof Capra, non sta solo citando un testo di riferimento per la sua materia, ma sta sottolineando l'importanza di tornare sui propri passi con la maturità acquisita negli anni. È un processo che ogni insegnante conosce bene: la necessità di integrare costantemente nuove competenze per restare al passo con le esigenze degli studenti.

Comprate qualsiasi cosa, anche i quotidiani, ma leggiamo: la lettura è il primo passo per mantenere viva la mente e la capacità critica in un mondo che corre veloce.

La riflessione di Schettini si sposta poi su un piano più pratico: la capacità di confrontarsi con linguaggi diversi. Il fatto che il docente abbia scelto di rileggere un volume di Joel Dicker prima in inglese e poi in italiano dimostra quanto la padronanza delle lingue straniere sia un asset fondamentale. Non si tratta solo di cultura generale, ma di una competenza trasversale che apre porte professionali concrete. Per chi opera nel settore scolastico, migliorare il proprio profilo attraverso certificazioni linguistiche non è solo un modo per scalare le graduatorie, ma un investimento reale sulla propria capacità di comunicare in un contesto europeo sempre più interconnesso.

Ma come si traduce questa spinta all'aggiornamento nella realtà quotidiana di un docente o di un membro del personale ATA? Se la lettura stimola la mente, la formazione certificata ne consolida le basi operative. Che si tratti di padroneggiare nuovi strumenti digitali o di approfondire metodologie didattiche, il percorso di crescita non si ferma mai al titolo di studio iniziale. La scuola italiana richiede oggi una versatilità che passa inevitabilmente per l'acquisizione di crediti e certificazioni riconosciute dal MIM.

Per approfondire: CEMFORM propone la certificazione IDCERT DigCompEdu, un percorso essenziale per docenti che desiderano validare le proprie competenze digitali e ottenere 2 punti nelle graduatorie GPS.

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