Un padre di 53 anni è attualmente a processo presso il tribunale di Perugia con accuse pesanti: lesioni personali aggravate e abuso dei mezzi di correzione. La vicenda, che ha scosso la comunità scolastica umbra, trae origine da una serie di episodi di violenza che hanno visto coinvolta la figlia dodicenne, innescati, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dal comportamento della ragazzina sui social network.
Il primo episodio, risalente al 31 marzo 2023, si è consumato proprio all'interno di una scuola media di Perugia. Il dirigente scolastico aveva convocato d'urgenza il genitore dopo aver sorpreso l'alunna nei bagni dell'istituto mentre registrava clip per TikTok. Secondo quanto riportato negli atti giudiziari, la studentessa utilizzava la piattaforma per pubblicare contenuti in cui mostrava il proprio intimo, un comportamento che ha spinto la scuola a intervenire tempestivamente per richiamare la famiglia.
Il dirigente scolastico ha descritto gli schiaffi ricevuti dall'alunna non come un atto di brutale violenza, ma come la reazione di un genitore profondamente mortificato dalla condotta della figlia.
Durante il colloquio avvenuto in presidenza, alla presenza di una docente, l'uomo ha reagito alla notizia colpendo la figlia con due schiaffi alla nuca. Le testimonianze raccolte dalle forze dell'ordine presso il personale scolastico hanno evidenziato un contesto didattico già critico: la dodicenne aveva accumulato trenta note disciplinari e diverse insufficienze, segnali di un disagio che andava ben oltre il singolo episodio social.
La vicenda giudiziaria si è poi aggravata il 9 agosto 2024, quando l'uomo è stato protagonista di un'aggressione fisica alla fermata dell'autobus vicino al McDonald’s di San Sisto. In quell'occasione, dopo un diverbio, il cinquantatreenne avrebbe trascinato la figlia per un braccio e afferrata per i capelli, colpendola al volto e sbattendole la testa contro una pensilina. Il referto medico ha confermato contusioni multiple e un trauma cranico lieve, portando alla denuncia sporta dalla madre della minore.
Il ruolo della scuola nell'era digitale
Il caso di Perugia solleva interrogativi complessi sulla gestione delle dinamiche digitali all'interno degli istituti scolastici. La scuola si trova spesso a dover mediare tra la tutela della privacy degli studenti, la vigilanza sui contenuti prodotti online e la necessità di mantenere un dialogo costruttivo con le famiglie. La presenza di docenti formati per gestire le nuove sfide dell'innovazione e della cittadinanza digitale diventa, in questo scenario, un elemento di supporto fondamentale per prevenire derive comportamentali.
Per affrontare tali criticità, il personale scolastico deve poter contare su competenze specifiche che permettano di integrare l'educazione ai media nel percorso formativo quotidiano. La conoscenza approfondita degli strumenti digitali e delle dinamiche di rete è essenziale per guidare gli studenti verso un uso consapevole della tecnologia, evitando che il dispositivo diventi fonte di isolamento o di comportamenti a rischio.
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