Il momento della verità per migliaia di docenti precari è arrivato. La procedura per l'inserimento delle 150 preferenze nelle graduatorie GPS rappresenta, ogni anno, un vero e proprio banco di prova per la tenuta del sistema scolastico italiano. Non si tratta solo di una formalità burocratica, ma di una scelta strategica che determina la possibilità di ottenere una supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche.
Chi ha già vissuto questa esperienza sa bene che un singolo errore nella selezione delle sedi o nell'ordine di priorità può compromettere l'intera annualità. Le piattaforme ministeriali, sebbene siano state oggetto di numerosi aggiornamenti tecnici, richiedono ancora una precisione millimetrica. La gestione delle 150 preferenze non ammette distrazioni: una volta inoltrata l'istanza, le modifiche non sono più consentite.
Ma quali sono gli errori più comuni che i docenti commettono durante la compilazione? Spesso, la fretta di chiudere la pratica porta a sottovalutare l'importanza dell'ordine delle scuole o dei comuni. È fondamentale ricordare che il sistema scorre le preferenze seguendo rigorosamente l'ordine inserito dal candidato. Se non si è pronti a gestire questa complessità, il rischio di vedersi assegnare una cattedra in una zona non gradita o, peggio, di rimanere esclusi dalle convocazioni è concreto.
La corretta gestione delle 150 preferenze non è solo un adempimento amministrativo, ma una vera e propria strategia di posizionamento che può fare la differenza tra un anno di lavoro e una lunga attesa.
Molti docenti si chiedono se sia meglio puntare tutto sulle scuole singole o inserire i codici sintetici di comuni e distretti. La risposta non è univoca, poiché dipende dalla propria posizione in graduatoria e dalla disponibilità di posti nella provincia scelta. Chi si trova in una posizione di fascia alta può permettersi di restringere il campo, mentre chi insegue deve necessariamente ampliare il raggio d'azione per massimizzare le probabilità di chiamata.
Oltre alla strategia di compilazione, non bisogna dimenticare che il punteggio totale rimane il motore principale di tutta la procedura. Avere un profilo aggiornato e competitivo è il prerequisito per affrontare con serenità la fase delle supplenze. Molti docenti scelgono di potenziare il proprio curriculum con certificazioni riconosciute, come la IDCERT DigComp 2.2, che permette di acquisire quel punto in più indispensabile per scalare posizioni in graduatoria prima della chiusura delle finestre temporali.
Il monitoraggio costante delle indicazioni fornite dagli uffici scolastici territoriali e dalle organizzazioni sindacali è un'altra pratica consigliata. Le FAQ ministeriali, che vengono solitamente pubblicate a ridosso dell'apertura delle funzioni, contengono spesso dettagli tecnici che possono chiarire dubbi su tipologie di contratto, spezzoni orari e preferenze per il sostegno. Non trascurare questi documenti significa avere una marcia in più rispetto a chi procede "a tentativi".
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