Le istituzioni scolastiche e le stazioni appaltanti si trovano spesso a gestire bandi complessi per servizi essenziali, dalla ristorazione alle pulizie. Ma cosa succede quando la documentazione di gara finisce per premiare chi è già sul territorio? Arriva un chiarimento netto dall'Autorità Nazionale Anticorruzione, che con la delibera n. 244 del 24 giugno 2026 ha dichiarato illegittimi i criteri che attribuiscono vantaggi ingiustificati al gestore uscente.
Il provvedimento, adottato nell'ambito di un parere di precontenzioso, smonta una pratica fin troppo comune nei bandi pubblici. L'ANAC ha infatti contestato l'attribuzione di punteggi premiali alle imprese che potevano contare su personale e sportelli già operativi nell'area di riferimento. Una dinamica che taglia le gambe alla concorrenza, riducendo drasticamente le opportunità per i nuovi operatori economici e violando i principi fondamentali di libera concorrenza, non discriminazione e proporzionalità sanciti dal Codice dei Contratti Pubblici (Decreto Legislativo n. 36/2023).
Il perimetro normativo: tra Codice dei Contratti e giurisprudenza europea
Analizzando il quadro normativo di riferimento, l'intervento dell'Anticorruzione si inserisce in un filone interpretativo già tracciato dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e consolidato dal Consiglio di Stato. Secondo tali orientamenti, il principio di territorialità non può mai costituire un elemento selettivo nelle procedure ad evidenza pubblica, a meno che non vi siano oggettive specificità tecniche legate alla natura della prestazione che lo giustifichino in modo inequivocabile. Nel settore dei servizi scolastici, ad esempio, pretendere che un operatore economico possieda già una sede fisica nello stesso comune o nella stessa provincia prima ancora dell'aggiudicazione rappresenta una barriera all'ingresso ingiustificata, facilmente aggirabile attraverso la normale organizzazione logistica d'impresa successiva all'affidamento.
Statistiche recenti relative ai contenziosi amministrativi evidenziano che oltre il 30% dei ricorsi presentati dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) in materia di servizi di pulizia e ristorazione scolastica riguarda proprio clausole limitative della concorrenza legate alla localizzazione geografica degli operatori. Un contenzioso che non solo rallenta l'efficacia dell'azione amministrativa, ma espone gli enti locali e le scuole al rischio concreto di annullamento degli atti di gara, con conseguenti proroghe tecniche onerose e disservizi per l'utenza.
I vincoli sulla partecipazione e la gestione dei requisiti
Le esigenze di radicamento territoriale, secondo l'Autorità, non possono diventare un filtro all'ingresso. Eventuali clausole di questo tipo possono al massimo essere inserite tra le condizioni di esecuzione del contratto — ad esempio l'obbligo di riassorbimento del personale ex clausola sociale, laddove applicabile e normativamente previsto — ma mai come elementi capaci di alterare la parità di trattamento durante la selezione. Nel mirino dell'ANAC sono finiti anche i requisiti di spessore organizzativo eccessivo, come l'imposizione della presenza obbligatoria di un dirigente all'interno della struttura del concorrente già in fase di offerta.
Le stazioni appaltanti non possono predisporre bandi di gara con criteri che, senza una adeguata motivazione, favoriscano gli operatori già presenti sul territorio.
Le funzioni di coordinamento possono essere assolte anche da personale con qualifiche differenti, evitando così di gravare in modo sproporzionato sull'organizzazione aziendale delle imprese partecipanti. La delibera rappresenta un richiamo formale che investe direttamente anche le scuole autonome, chiamate a rivedere con attenzione i capitolati di spesa e i documenti di gara per evitare contenziosi che rischiano di bloccare i servizi essenziali per studenti e famiglie.
Implicazioni pratiche per le segreterie scolastiche e il personale ATA
Per i Dirigenti Scolastici e per i Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA), la pronuncia dell'ANAC costituisce un monito operativo di primaria importanza. Nella redazione dei bandi e nella gestione della fase istruttoria, il personale amministrativo deve prestare la massima attenzione alla conformità dei criteri di valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV). L'introduzione di punteggi tabellari legati alla vicinanza di depositi, magazzini o uffici amministrativi locali viene ora sanzionata senza appello.
Questo scenario richiede competenze sempre più elevate all'interno degli uffici di segreteria, chiamati a interfacciarsi quotidianamente con la normativa anticorruzione, gli obblighi di trasparenza della piattaforma ANAC e la complessa gestione degli appalti sottosoglia e sopra soglia comunitaria. È proprio in questa prospettiva di crescita professionale che si inserisce l'offerta formativa mirata per il comparto scolastico.
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