Il personale scolastico italiano continua a fare i conti con ritardi cronici nei pagamenti e compensi spesso inadeguati rispetto al carico reale di lavoro. A denunciare questa situazione è Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenuto di recente su Orizzonte Scuola TV per fare il punto sulle criticità che affliggono quotidianamente docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Il nodo centrale della protesta riguarda il Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa, il famigerato MOF, i cui accrediti arrivano regolarmente con quasi un anno di ritardo. "Docenti e personale ATA sono trattati come finanziatori dello Stato a tasso zero", ha dichiarato senza mezzi termini il sindacalista, sottolineando come questo rinvio non rappresenti una semplice inefficienza burocratica ma una scelta politica ben precisa.
Analizzando la natura di questi finanziamenti, emerge chiaramente come la programmazione economica delle istituzioni scolastiche sia costantemente zavorrata da un sistema di erogazione farraginoso. Le risorse destinate a retribuire le attività extracurriculari, i progetti di ampliamento dell'offerta formativa e gli incarichi specifici del personale ATA transitano attraverso una catena burocratica che coinvolge il Ministero dell'Economia, gli Uffici Scolastici Regionali e infine le singole tesorerie scolastiche. Il risultato di questo iter elefantiaco è che i lavoratori anticipano di fatto prestazioni professionali che verranno remunerate in un'altra annualità contabile, generando un cortocircuito finanziario che penalizza soprattutto i dipendenti con retribuzioni medio-basse.
Le scuole continuano ad attendere l'accredito dei fondi mentre i progetti partono senza la certezza dei compensi, demandando tutto a una contrattazione d'istituto che spesso si traduce nel paradosso di lavorare venti ore ed essere pagati per dieci.
Sul fronte dei rinnovi contrattuali, la posizione della sigla sindacale resta molto critica. L'aumento pieno previsto per il gennaio 2027 viene visto più come un adeguamento al costo della vita che come un vero incremento salariale, soprattutto se confrontato con l'aumento dell'inflazione registrato negli ultimi vent'anni, dove il potere d'acquisto è stato progressivamente eroso dall'aumento dei beni primari e dei servizi. Le proiezioni economiche elaborate dai principali enti di ricerca certificano come gli stipendi del comparto scuola italiano siano storicamente al di sotto della media dei paesi dell'Unione Europea, un divario che demotiva il personale e rende la professione docente e amministrativa sempre meno attrattiva per le giovani generazioni.
Spazio anche al tema del diritto alla disconnessione e all'uso incontrollato delle chat di gruppo. Le comunicazioni scolastiche continuano a invadere la sfera privata dei lavoratori attraverso strumenti come WhatsApp, trasformando quella che dovrebbe essere una professione tutelata in una disponibilità perenne, spesso aggravata dall'assenza di linee guida ministeriali vincolanti sulla gestione della reperibilità digitale al di fuori dell'orario di servizio.
Per chi lavora a supporto della segreteria, la gestione burocratica quotidiana richiede competenze sempre più avanzate, e spesso il personale ATA si trova a fronteggiare carichi enormi senza un adeguato riconoscimento contrattuale. La digitalizzazione accelerata della Pubblica Amministrazione, imposta anche dagli obiettivi del PNRR, ha trasferito sulle segreterie scolastiche un mole impressionante di adempimenti informatici — dalla gestione delle piattaforme ministeriali alla dematerializzazione documentale — che necessitano di una professionalizzazione costante. Per chi desidera potenziare le proprie competenze digitali e amministrative, l'acquisizione di titoli specifici come l'EIPASS 7 Moduli User rappresenta un passo concreto per valorizzare la propria professionalità all'interno delle graduatorie d'istituto, acquisendo quel punteggio aggiuntivo che fa la differenza nei bandi di aggiornamento.
La provocazione lanciata dalla Gilda per il prossimo anno scolastico è netta: se i compensi non arriveranno in tempi certi e dignitosi, la risposta collettiva potrebbe tradursi nel ritorno al rigido rispetto del contratto, bloccando tutte quelle attività extra che reggono l'offerta formativa degli istituti italiani, mettendo di fatto in luce quanto la scuola pubblica si regga quotidianamente sullo straordinario gratuito e sulla dedizione silenziosa del suo personale.
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