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Biblioteche scolastiche e territoriali: resiste il 15%

La frequentazione delle biblioteche in Italia resta stabile al 15% nel 2025. Cresce l'utente ibrido tra scaffali fisici e servizi digitali.

Biblioteche scolastiche e territoriali: resiste il 15%

Photo by Михаил Благородов on Pexels

Le aule studio si svuotano alla prima campanella della fine delle lezioni, ma la ricerca di spazi dove concentrarsi non si ferma. Secondo l'Indagine «Aspetti della vita quotidiana» del 2025, il 14,9% delle persone con almeno sei anni di età ha frequentato una biblioteca almeno una volta nel corso dell'anno, un valore che si dimostra solido e allineato ai dati registrati un decennio fa, quando la percentuale si attestava sul 15,1%.

Il crollo verticale vissuto nel 2021, anno segnato dalle chiusure pandemiche in cui la frequentazione si era fermata al 7,4%, appartiene ormai al passato. Il ritorno alla normalità ha riconsegnato ai presidi bibliotecari il loro ruolo insostituibile, specialmente per le nuove generazioni. Ma qual è l'identikit reale di chi frequenta questi spazi oggi? Quasi un giovane su tre sotto i 24 anni, precisamente il 30,9%, varca regolarmente queste soglie, con picchi marcati tra i banchi delle elementari e delle medie, ovvero la fascia tra i 6 e i 14 anni.

Questo rinnovato dinamismo giovanile si inserisce in un quadro normativo ed europeo sempre più attento all'innovazione educativa e all'inclusione. Le linee guida comunitarie spingono affinché le istituzioni scolastiche e culturali non siano più solo luoghi di conservazione passiva, ma veri e propri hub di cittadinanza attiva e apprendimento permanente. Per i docenti e il personale ATA, comprendere questa evoluzione significa saper intercettare i nuovi bisogni formativi degli studenti, coordinando la didattica frontale con l'uso consapevole delle risorse documentali esterne alla scuola.

Il digitale non sta cancellando la biblioteca tradizionale, ma ne sta ridisegnando i confini attraverso un modello di fruizione ibrido.

Le funzioni d'uso cambiano radicalmente a seconda dell'età. Per i bambini tra i 6 e i 10 anni prevale la scoperta e il prestito dei volumi, che rappresenta il 50,9% delle motivazioni complessive. Negli spazi scolastici, tuttavia, la situazione mostra criticità evidenti: sei ragazzi su dieci tra i 6 e i 16 anni dichiarano di avere una biblioteca all'interno del proprio istituto, ma poco più della metà la utilizza realmente. C'è poi una netta prevalenza femminile, con le ragazze che frequentano questi luoghi nel 58,7% dei casi contro il 52,4% dei coetanei maschi.

L'inutilizzazione parziale delle biblioteche scolastiche rappresenta un campanello d'allarme per il sistema d'istruzione italiano. Spesso la carenza di personale dedicato, l'assenza di orari di apertura flessibili e la mancanza di una strategia di digitalizzazione dei cataloghi interni frenano il potenziale di questi spazi. In un contesto in cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e le recenti riforme del reclutamento scolastico richiedono al personale docente ed educativo una spiccata flessibilità metodologica, la valorizzazione del patrimonio librario e digitale della scuola diventa un obiettivo strategico imprescindibile per colmare i divari di apprendimento.

Le disuguaglianze territoriali continuano a tracciare confini netti lungo la penisola. Al Nord la percentuale di frequentazione tocca il 20,3%, mentre al Sud scende drasticamente sotto la soglia del 10%. A questo divario geografico si somma quello culturale: il 22,8% dei laureati utilizza i servizi bibliotecari, a fronte di un modesto 2,8% di chi possiede soltanto la licenza elementare.

La vera trasformazione risiede nell'integrazione tecnologica. Nel 2025, il 6,6% della popolazione ha sfruttato i servizi bibliotecari online, e il 3,8% adotta stabilmente una modalità mista. Curiosamente, mentre il divario territoriale resta marcato nel mondo fisico, nell'accesso esclusivamente digitale le differenze geografiche si azzerano, indicando la rete come possibile chiave di volta per superare le emergenze strutturali del Mezzogiorno.

In questo scenario di transizione digitale e metodologica, il corpo docente è chiamato a guidare gli studenti nell'uso critico delle fonti, sia cartacee che telematiche. La capacità di orientarsi tra archivi digitali, piattaforme di e-learning e cataloghi bibliotecari interattivi costituisce una competenza chiave non solo per gli alunni, ma per gli stessi insegnanti impegnati nell'aggiornamento professionale continuo.

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