Le temperature record che stanno investendo il Paese non risparmiano gli edifici scolastici, trasformando le aule in ambienti spesso insostenibili. Recentemente, una maestra di una scuola dell'infanzia in Emilia-Romagna è stata colta da malore ed è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso a causa del caldo asfissiante, con picchi termici rilevati all'interno della struttura che hanno superato i 40 gradi. Un episodio che, purtroppo, non rappresenta un caso isolato, riflettendo una criticità strutturale che coinvolge l'intero comparto scuola.
Il problema dell'ondata di caldo non riguarda esclusivamente gli alunni, ma colpisce duramente anche il personale docente e il personale ATA, costretti a operare in condizioni di stress termico prolungato. La cronaca, riportata da testate locali come Forlì Today, evidenzia come la mancanza di sistemi di climatizzazione adeguati o di una corretta ventilazione degli ambienti possa compromettere seriamente la sicurezza sul lavoro. Le alte temperature non causano solo svenimenti, ma riducono drasticamente la capacità di concentrazione e aumentano il rischio di infortuni legati alla stanchezza fisica.
Sicurezza sul lavoro e tutele del personale
La normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, definita dal D.Lgs. 81/2008, impone al datore di lavoro di garantire condizioni ambientali idonee. Tuttavia, la realtà delle scuole italiane, spesso ospitate in edifici datati e privi di isolamento termico, rende difficile l'applicazione di standard ottimali durante i mesi più caldi. I sindacati, tra cui UIL Scuola e CISL Scuola, sollevano periodicamente la questione, sottolineando come il benessere del personale sia un prerequisito fondamentale per l'erogazione del servizio scolastico.
La sicurezza negli ambienti scolastici deve essere una priorità assoluta, garantendo condizioni di lavoro dignitose anche durante le emergenze climatiche.
Le istituzioni scolastiche si trovano spesso a dover gestire l'emergenza con mezzi limitati, cercando di mitigare gli effetti del calore attraverso la rotazione delle attività o la limitazione dell'uso di dispositivi elettronici che generano ulteriore calore. Nonostante gli sforzi, la situazione rimane precaria, specialmente in quelle aree geografiche dove le ondate di calore sono diventate una costante stagionale. È necessario un intervento strutturale che vada oltre la gestione dell'emergenza, puntando sull'efficientamento energetico e sull'adeguamento degli spazi scolastici alle nuove sfide climatiche.
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