Formazione & Certificazioni

Carta del docente: verso la trasformazione in Carta dei Servizi

La Carta del docente evolve: ipotesi di estensione al personale ATA e revisione dei fondi.

Carta del docente: verso la trasformazione in Carta dei Servizi

Photo by ANTONELLA GUGLIOTTI on Pexels

La gestione della Carta del docente sta attraversando una fase di profonda riflessione politica, con l'obiettivo di ridefinire le modalità di accesso alla formazione continua. Il dibattito attuale si concentra sulla possibile trasformazione dello strumento in una vera e propria "Carta dei Servizi", un'evoluzione che punta a includere non solo i docenti, ma potenzialmente anche il personale ATA, rispondendo a una richiesta di equità formativa da tempo avanzata dalle sigle sindacali come UIL Scuola e CISL Scuola.

Il panorama finanziario legato a questo sussidio ha già subito variazioni significative nell'ultimo anno. L'importo erogato, infatti, è sceso sotto la soglia dei 400 euro per permettere l'estensione del beneficio anche ai docenti non di ruolo, una manovra necessaria per allargare la platea dei beneficiari ma che, inevitabilmente, ha ridotto il potere d'acquisto individuale per le attività di aggiornamento professionale.

Le sfide della formazione tra costi e logistica

Questa rimodulazione solleva interrogativi concreti sulla sostenibilità economica della formazione di alto livello. Se la formazione viene sempre più affidata alla progettazione interna delle singole scuole, resta il nodo critico della partecipazione a convegni nazionali o percorsi di specializzazione esterni, spesso caratterizzati da costi elevati che il budget attuale della Carta fatica a coprire.

La trasformazione della Carta del docente in Carta dei Servizi rappresenta un cambio di paradigma necessario per garantire una formazione professionale inclusiva e strutturata per tutto il personale scolastico.

Il rischio, segnalato da molti operatori del settore, è che la frammentazione delle risorse renda difficile per il docente o per l'assistente amministrativo investire in certificazioni riconosciute dal MEF o dagli USP di riferimento. Senza una pianificazione che tenga conto dei costi vivi di trasferta e iscrizione, il rischio è quello di una formazione "a macchia di leopardo", dove la qualità dell'aggiornamento dipende esclusivamente dalla capacità di spesa della singola istituzione scolastica o del singolo lavoratore.

L'estensione della Carta al personale ATA, se confermata, richiederebbe un ulteriore sforzo di razionalizzazione dei fondi. La sfida per il Ministero dell'Istruzione e del Merito sarà quella di bilanciare l'esigenza di inclusività con la necessità di mantenere standard qualitativi elevati, evitando che la riduzione dell'importo pro-capite si traduca in una contrazione dell'offerta formativa effettivamente accessibile al personale.

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