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Cento anni di scuola italiana: la memoria nel Gruppo Spaggiari

Un viaggio tra storia, cinema e registri scolastici per raccontare un secolo di evoluzione della scuola italiana attraverso il Centenario Spaggiari.

Cento anni di scuola italiana: la memoria nel Gruppo Spaggiari

Photo by Magda Ehlers on Pexels

La storia dell'educazione in Italia non si misura soltanto con le riforme ministeriali o con i cambi di governo, ma attraversa i banchi, i corridoi e le aule dove generazioni di studenti sono cresciute. Ma cosa resta davvero di un secolo di trasformazioni scolastiche nel nostro Paese?

A rispondere a questa domanda ci ha pensato il progetto culturale ideato per il Centenario del Gruppo Spaggiari Parma, curato da Andrea Pizzola insieme a Cristina Cortellezzi e Claudia Valerani. Allestite all'interno del Labirinto della Masone, le installazioni non celebrano semplicemente una realtà imprenditoriale, bensì scelgono di raccontare un secolo di storia italiana e scolastica. Come spiega lo stesso Pizzola, l'obiettivo era narrare tre storie parallele e indissolubili: quella del Paese, quella della scuola e quella dell'azienda, che hanno continuato a intrecciarsi dal dopoguerra fino all'era del PNRR e della digitalizzazione.

Il grande registro e l'armadietto della memoria

Il percorso espositivo si articola attraverso cinque installazioni immersive che abbandonano la logica della mostra celebrativa per farsi narrazione collettiva. La prima tappa vede protagonista un enorme registro di classe, l'oggetto che per decenni ha custodito la vita quotidiana degli istituti prima dell'avvento della digitalizzazione. Qui i visitatori possono lasciare la propria firma, un gesto simbolico che restituisce il senso di appartenenza a una comunità educante che attraversa le generazioni.

La seconda installazione sposta l'asse sul linguaggio cinematografico, utilizzando pellicole storiche del cinema italiano per raccontare l'evoluzione sociale dei banchi di scuola. Invece di immagini didascaliche, gli organizzatori hanno scelto la forza evocativa delle sequenze cinematografiche per mostrare come l'istituzione scolastica sia cambiata insieme alla società, passando da un'alta percentuale di analfabetismo alla moderna società della conoscenza.

La transizione dal supporto analogico a quello digitale non rappresenta soltanto un ammodernamento tecnologico, ma una vera e propria rivoluzione antropologica per il corpo docente e il personale amministrativo. Le recenti linee guida ministeriali, inserite nel quadro degli investimenti legati alla transizione digitale della scuola, impongono standard di alfabetizzazione informatica sempre più elevati. Secondo i dati relativi all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la digitalizzazione dei processi amministrativi e didattici interessa ormai il 100% delle istituzioni scolastiche statali, richiedendo una formazione continua e certificata per chiunque lavori nel comparto scuola.

"Non abbiamo raccontato cento anni di azienda, ma cento anni di scuola italiana."

Nel corso dei decenni, il supporto amministrativo e didattico ha seguito passo dopo passo le esigenze del personale scolastico, dai registri cartacei fino alle pubblicazioni specialistiche che hanno guidato intere generazioni di segreterie, come il celebre "Bergantini". Oggi il mondo della scuola richiede competenze e strumenti radicalmente differenti, dove la gestione digitale e l'aggiornamento costante rappresentano requisiti imprescindibili per docenti e personale amministrativo.

Per i docenti e gli assistenti amministrativi, questa evoluzione si traduce nella necessità di validare le proprie competenze attraverso percorsi riconosciuti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. La padronanza degli strumenti digitali non è più un'abilità opzionale o demandata alla sola buona volontà del singolo, ma un parametro fondamentale valutato all'interno delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e nei bandi di concorso ordinari e straordinari. Adeguarsi agli standard europei definiti dal quadro DigComp significa saper gestire con efficacia la didattica digitale integrata, la sicurezza dei dati sensibili degli studenti e le piattaforme ministeriali unificate.

Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigComp 2.2 — la certificazione informatica accreditata utile per acquisire punteggio nelle GPS e padroneggiare le competenze digitali richieste dalla scuola moderna.

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