L'avvio dell'anno scolastico 2026/27 segna una tappa cruciale per il sistema di istruzione secondaria superiore, con l'implementazione dei nuovi percorsi quadriennali negli Istituti Tecnici. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha formalizzato le direttive attraverso il decreto n. 71 del 29 aprile 2026, documento che definisce non solo l'assetto didattico, ma anche la distribuzione delle classi di concorso nei quadri orari dei nuovi indirizzi. Tra le questioni che hanno sollevato maggiore dibattito tra i docenti figura la gestione della classe di concorso A21 Geografia.
La riorganizzazione dei percorsi tecnici, mirata a una maggiore integrazione tra competenze teoriche e pratiche professionalizzanti, impone una revisione dei carichi orari e delle discipline coinvolte. Per i docenti di Geografia, il decreto chiarisce le modalità di inserimento della disciplina all'interno dei nuovi piani di studio, stabilendo i criteri di confluenza e le tabelle di corrispondenza necessarie per garantire la continuità didattica e la salvaguardia delle cattedre. Gli Uffici Scolastici Regionali sono stati già allertati per procedere con le operazioni di adeguamento degli organici in vista dell'avvio del primo biennio.
Impatto della riforma A21 Geografia e prospettive per i docenti
Il decreto ministeriale specifica che, per le classi prime dei nuovi percorsi tecnici, l'insegnamento di Geografia dovrà armonizzarsi con le nuove competenze trasversali previste dal profilo in uscita dello studente. La sfida per i docenti della classe di concorso A21 consiste nel coniugare il rigore scientifico della materia con le nuove esigenze di flessibilità richieste dal modello 4+2. La normativa mira a evitare dispersioni di organico, favorendo il completamento degli spezzoni orari attraverso l'abbinamento con altre discipline affini, secondo le tabelle allegate al provvedimento.
La corretta applicazione del decreto n. 71 è fondamentale per tutelare la stabilità occupazionale dei docenti A21 nel nuovo assetto quadriennale.
È essenziale che il personale docente monitori costantemente le circolari emanate dagli USP di riferimento, poiché le tabelle di confluenza potrebbero subire variazioni locali in base alla specifica declinazione dei piani di studio adottati dai singoli istituti. La transizione verso il 2026/27 richiede una pianificazione attenta, specialmente per coloro che si trovano a gestire il passaggio tra il vecchio ordinamento e la nuova struttura, dove la geografia assume un ruolo di cerniera tra le scienze umane e le applicazioni tecniche.
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