Un tratto di colore diverso può vanificare mesi di preparazione e spegnere le ambizioni di cattedra. È quanto accaduto a un candidato in Puglia, escluso dal concorso per la classe di concorso A020 di fisica nelle scuole superiori dopo aver utilizzato una penna rossa per alcune sottolineature durante la prova pratica. La vicenda giudiziaria si è chiusa con la sentenza del TAR Lazio n. 13498 del 22 luglio, che ha confermato la legittimità del provvedimento adottato dall'Ufficio Scolastico Regionale pugliese.
Il docente aveva superato la prova scritta del concorso bandito con il DDG n. 3059/2024, accedendo così alla fase orale e pratica. Durante la correzione degli elaborati, avvenuta il 3 luglio 2025 attribuendo a ciascuno un codice numerico per garantire la segretezza dell'identità, la Commissione si è trovata di fronte al compito contrassegnato dal numero 11. Oltre alla stesura principale in inchiostro nero, il testo presentava marcate cerchiature, punti interrogativi e sottolineature tracciate con una tonalità differente. Particolari ritenuti sufficienti a compromettere la garanzia di imparzialità.
Il contenzioso amministrativo sollevato dal candidato escluso riaccende i riflettori su un tema storico dei concorsi pubblici nella scuola: la tutela della segretezza dell'elaborato. La giurisprudenza amministrativa, confermata da innumerevoli pronunce del Consiglio di Stato, ha sempre interpretato in modo restrittivo la normativa sull'anonimato. Qualsiasi segno, alterazione o utilizzo di inchiostri non conformi non viene letto come una semplice distrazione o un vezzo stilistico del concorrente, ma come un potenziale "segno di riconoscimento" preordinato, capace di stabilire un canale di comunicazione fraudolento tra il candidato e uno o più membri della commissione esaminatrice durante la fase di valutazione.
Ma cosa prevedevano esattamente le disposizioni operative diramate dall'USR Puglia con l'avviso n. 36074 del 3 giugno 2025? Le regole imponevano l'uso esclusivo della penna nera, uno strumento che veniva distribuito direttamente dalla Commissione insieme ai fogli protocollo timbrati prima dell'inizio della sessione. Il presidente aveva ribadito a voce il divieto assoluto di apporre segni distintivi che potessero rendere riconoscibile il compito al momento della valutazione collegiale. Tale rigore procedurale trova il suo fondamento giuridico nell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 487/1994 e nelle successive modifiche introdotte dal DPR n. 82/2023, che disciplina le norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici.
Le statistiche relative al contenzioso scolastico confermano che la violazione delle prescrizioni formali relative alla compilazione degli elaborati rappresenta una delle cause principali di esclusione ex post, registrando ogni anno centinaia di ricorsi respinti dai tribunali amministrativi regionali. Nonostante gli avvisi formali pubblicati sui portali istituzionali e le raccomandazioni verbali dei presidenti di commissione prima dell'inizio delle prove, l'ansia da prestazione o la semplice abitudine di sottolineare o correggere con colori diversi porta numerosi candidati a commettere errori fatali per la propria carriera.
La regola dell'anonimato trova il suo fondamento direttamente nei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.
Respinta dai giudici amministrativi anche la richiesta di annullare la decisione per presunta omessa comunicazione dei motivi di esclusione. Il Collegio ha ribadito che, nelle selezioni pubbliche, non è prevista una notifica individuale immediata per l'esito negativo della singola prova, dal momento che il riscontro trasparente avviene attraverso la pubblicazione delle graduatorie e il successivo accesso agli atti. Una pronuncia che ribadisce quanto la rigidità formale nei concorsi a cattedra resti un caposaldo imprescindibile per tutelare la parità di trattamento tra tutti i partecipanti.
Per i professionisti della scuola e per quanti aspirano a inserirsi stabilmente nel sistema di istruzione italiano, episodi di questo tipo costituiscono un promemoria severo: la preparazione disciplinare e metodologica, sebbene fondamentale, deve necessariamente accompagnarsi a una scrupolosa attenzione agli aspetti procedurali e formali. Con l'inasprimento dei controlli e l'elevata selettività dei bandi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ogni dettaglio normativo acquisisce un peso determinante per il successo professionale.
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