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Consip: primo semestre 2026 da record per gli acquisti PA

La centrale di committenza Consip chiude il primo semestre 2026 con acquisti nella PA a quota 17,4 miliardi di euro, segnando un +12%.

Consip: primo semestre 2026 da record per gli acquisti PA

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La macchina degli acquisti pubblici viaggia a pieno regime e registra cifre che ridefiniscono gli standard della Pubblica Amministrazione. Consip, la centrale di committenza nazionale, ha chiuso il primo semestre del 2026 con un deciso balzo in avanti nei volumi di spesa intermediata, toccando quota 17,4 miliardi di euro e segnando un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un simile traguardo si inserisce in un quadro normativo sempre più stringente, caratterizzato dalle scadenze imposte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dalle recenti riforme del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). Per gli enti locali e, in particolare, per le istituzioni scolastiche, l'obbligo di ricorrere a piattaforme di e-procurement certificate non è più soltanto una misura di semplificazione, ma un requisito essenziale di legittimità procedurale. La trasparenza e la tracciabilità di ogni singolo euro speso impongono agli operatori del settore un aggiornamento costante delle proprie competenze digitali e giuridiche.

A trainare questa crescita imponente è soprattutto la transizione verso il digitale, un settore che vede coinvolti in prima linea anche gli istituti scolastici e il personale amministrativo nella gestione delle piattaforme di approvvigionamento. Quasi i due terzi del valore complessivo, pari al 65%, transitano infatti attraverso i mercati digitali come il MePA, lo SdaPA e le Gare in Asp, che da soli valgono ben 11,2 miliardi di euro con un balzo del 14% rispetto al 2025.

Dal punto di vista pratico, questa evoluzione tecnologica si traduce in una ridefinizione quotidiana delle mansioni all'interno degli uffici di segreteria. Coloro che operano nella gestione contabile delle scuole non svolgono più un semplice ruolo esecutivo di catalogazione e pagamento, ma agiscono come veri e propri commissari di gara interni. Devono saper navigare tra cataloghi digitali, gestire trattative dirette, comparare preventivi in autonomia e rispettare i rigidi cronoprogrammi previsti dai progetti finanziati, riducendo drasticamente i tempi di attesa e azzerando quasi del tutto il ricorso al supporto cartaceo.

La digitalizzazione dei processi di spesa pubblica non rappresenta solo un traguardo contabile, ma una trasformazione strutturale che coinvolge l'intera macchina amministrativa dello Stato.

Entrando nel dettaglio degli strumenti utilizzati dalle amministrazioni, le Convenzioni e gli Accordi quadro mantengono il primato con un giro d’affari di 5,8 miliardi, tallonati a brevissima distanza dal Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, che si attesta a quota 5,6 miliardi. Ma la vera spinta all'innovazione arriva dall'attività di gara: nei primi sei mesi dell'anno sono state pubblicate 52 procedure, registrando un +24% sul 2025, per un valore bandito complessivo di 18,2 miliardi di euro. Questo dato evidenzia come le stazioni appaltanti stiano sfruttando con maggiore decisione le opportunità offerte dalle procedure centralizzate per velocizzare l'acquisizione di beni e servizi ad alto valore tecnologico.

L'impatto di questa transizione si ripercuote direttamente anche sul fronte della formazione professionale. L'Anac e la Corte dei Conti, nei loro recenti report di monitoraggio, hanno più volte sottolineato come il collo di bottiglia principale nell'efficienza della spesa pubblica non risieda nella disponibilità di fondi, bensì nella preparazione tecnica del personale chiamato a gestirli. Errori formali nella pubblicazione dei bandi o nella verifica dei requisiti degli operatori economici possono infatti causare contenziosi capaci di bloccare l'intera attività didattica e amministrativa di un istituto scolastico per mesi.

Le prospettive tracciate dai vertici dell'azienda puntano a traguardi ancora più ambiziosi in vista della chiusura dell'anno. L’amministratore delegato Marco Reggiani ha confermato che il Piano Industriale 2026-2029 mira a raggiungere una spesa intermediata complessiva pari a 34 miliardi di euro entro fine anno, puntando a coprire fino a un terzo dei 185 miliardi di spesa pubblica complessiva entro il 2030, consolidando il ruolo di Consip quale perno strategico per la modernizzazione del Paese.

Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso di alta formazione ideale per il personale ATA che desidera acquisire nuove competenze strategiche nella gestione amministrativa e contabile scolastica.

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