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DDL Sicurezza e scuola: arrivano la rete educativa e le novità per i docenti

Il Consiglio dei ministri ha approvato il ddl sicurezza. Spazio alla rete territoriale e alle nuove misure per contrastare il disagio giovanile.

DDL Sicurezza e scuola: arrivano la rete educativa e le novità per i docenti

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Il Consiglio dei ministri ha appena licenziato il testo definitivo del disegno di legge sulla sicurezza, un provvedimento che, oltre alle modifiche al Codice penale e alle strette su danneggiamenti e occupazioni, interviene in modo deciso sul mondo della scuola. Ma cosa cambia concretamente per gli istituti e per chi ci lavora ogni giorno? Al centro del provvedimento c'è la prevenzione del disagio giovanile, affrontata non solo con sanzioni, ma attraverso la costruzione di un sistema condiviso che chiama in causa enti locali, famiglie e mondo dello sport.

La misura più rilevante per gli istituti scolastici è l'istituzione della Rete territoriale dell'alleanza educativa. Questo organismo avrà il compito di coordinare le iniziative di prevenzione contro la dispersione scolastica e l'emarginazione, sfruttando anche le risorse già messe in campo dai programmi Agenda Sud e Agenda Nord e dal Programma nazionale "Scuola e Competenze 2021-2027". Le famiglie saranno chiamate a un ruolo più attivo attraverso il rafforzamento del Patto educativo di corresponsabilità, uno strumento storico che viene così rilanciato in chiave preventiva.

Da un punto di vista strettamente operativo, l'architettura della nuova norma prevede che ogni istituzione scolastica, in raccordo con i servizi sociali territoriali e le prefetture, debba mappare le situazioni di vulnerabilità sociale. Le ultime rilevazioni statistiche ministeriali evidenziano come la dispersione implicita ed esplicita rimanga una ferita aperta nel sistema paese, attestandosi ancora su percentuali preoccupanti soprattutto nelle aree periferiche del Mezzogiorno e nei grandi contesti metropolitani del Nord. È proprio per colmare questa voragine che il legislatore ha scelto di mobilitare fondi strutturali europei, vincolandoli però a una rendicontazione stringente che richiederà un notevole sforzo di progettazione da parte delle segreterie scolastiche.

Le novità, tuttavia, aprono interrogativi profondi e immediati sul carico di lavoro per il personale, sia docente che ATA. Il testo specifica chiaramente che la partecipazione dei professori alle attività della rete non comporterà nuovi oneri per la finanza pubblica: niente esoneri dall'attività didattica, né fondi specifici per assumere supplenti che coprano le ore scoperte durante i tavoli di coordinamento. I docenti dovranno quindi gestire queste nuove responsabilità educative senza alcuna riduzione del proprio orario di insegnamento in classe. Un aspetto che sta già facendo discutere i sindacati di categoria, fortemente preoccupati per l'ennesimo carico burocratico e organizzativo scaricato direttamente sulle spalle degli insegnanti senza un adeguato supporto economico o un riconoscimento contrattuale ad hoc.

A subire pressioni non saranno soltanto i docenti, ma anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), già provato da una gestione documentale sempre più complessa. La gestione dei flussi di dati tra scuola, enti locali e famiglie, unita alla verbalizzazione e al monitoraggio costante dei parametri richiesti dalla Rete territoriale, rischia di sovrintendere segreterie scolastiche spesso sottodimensionate rispetto alle reali esigenze territoriali. Gli stessi dirigenti scolastici si trovano nella posizione di dover mediare tra linee guida ministeriali ambiziose e risorse materiali oggettivamente limitate.

Il provvedimento punta forte anche sullo sport come argine all'esclusione sociale, inserendo le associazioni sportive territoriali all'interno della stessa alleanza educativa per favorire percorsi extrascolastici di aggregazione giovanile. Questo approccio multidisciplinare, che ricalca i modelli di successo già sperimentati in alcuni paesi europei, mira a intercettare i minori a rischio prima che il disagio si trasformi in devianza o abbandono scolastico definitivo. Le modalità operative, i protocolli d'intesa e il coordinamento definitivo saranno definiti nei prossimi mesi tramite un apposito decreto interministeriale, che dovrà chiarire nel dettaglio come far convivere la didattica ordinaria con la fitta rete di interventi extrascolastici previsti dal testo, scongiurando il rischio di sovrapposizioni o vuoti di competenza.

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