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Docente di sostegno all'Esame di Stato: un ruolo da valorizzare

Il ruolo del docente di sostegno all'Esame di Stato solleva dubbi sulla reale contitolarità: è tempo di riflettere sul valore del docente di sostegno.

Docente di sostegno all'Esame di Stato: un ruolo da valorizzare

Photo by Thomas Benedetti on Pexels

La questione è emersa con forza in una recente riflessione inviata da Ilaria Karol Rendina, che mette a nudo una contraddizione profonda nel sistema scolastico italiano. Durante l'intero anno scolastico, il docente di sostegno è a tutti gli effetti un docente della classe, con piena responsabilità didattica e valutativa. Eppure, quando si arriva alla soglia dell'Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo, questa contitolarità sembra sbiadire, lasciando spazio a una percezione del ruolo che appare, nella pratica, di serie B.

Perché questo principio, che viene invece pienamente riconosciuto e applicato durante le prove del primo ciclo, subisce una battuta d'arresto così netta proprio nel momento cruciale della maturità? La domanda non è solo burocratica, ma tocca la dignità professionale di migliaia di docenti che ogni giorno costruiscono percorsi di inclusione personalizzati. Se il docente di sostegno partecipa alla stesura del Documento del 15 maggio e contribuisce alla valutazione durante l'anno, la sua esclusione o marginalizzazione nelle fasi finali dell'esame suona come una stonatura pedagogica difficile da giustificare.

Il principio della contitolarità, pienamente riconosciuto durante l'anno scolastico, sembra affievolirsi proprio nell'Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo.

La normativa vigente, in particolare il D.Lgs. 66/2017, ribadisce con forza che il docente di sostegno è contitolare della classe. Tuttavia, la prassi consolidata nelle commissioni d'esame spesso fatica a tradurre questo principio in un'effettiva parità operativa. Molti docenti si chiedono se non sia giunto il momento di una revisione normativa che renda esplicita e vincolante la partecipazione attiva del docente di sostegno in ogni fase della valutazione finale, eliminando quelle zone d'ombra che ancora oggi alimentano discriminazioni di fatto.

Verso una reale inclusione professionale

Integrare il docente di sostegno nel pieno delle sue funzioni richiede non solo un cambio di mentalità, ma anche una solida preparazione specifica. La complessità della didattica inclusiva, infatti, non si esaurisce nella presenza in aula, ma necessita di competenze metodologiche avanzate, capaci di dialogare con le nuove tecnologie e con le diverse esigenze degli studenti. Per chi opera in questo settore, la formazione continua non è un semplice adempimento, ma lo strumento principale per rivendicare un ruolo centrale nel consiglio di classe.

Chi desidera approfondire le proprie competenze per affrontare con maggiore autorevolezza il percorso di inclusione e la gestione della classe, può valutare percorsi di specializzazione mirati. La formazione specialistica, come quella offerta dai eCampus Specializzazione Sostegno, permette di acquisire le metodologie necessarie per trasformare la teoria della contitolarità in una pratica didattica quotidiana inattaccabile, rafforzando la propria posizione all'interno dell'istituzione scolastica.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — un percorso formativo progettato per fornire ai docenti gli strumenti didattici e pedagogici necessari per gestire l'inclusione con competenza e professionalità.

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