Formazione & Certificazioni

Docenti Infanzia e Primaria: la petizione per la parità salariale

Depositata in Senato la petizione per i docenti infanzia e primaria: si punta alla parità salariale con la secondaria e al pensionamento a 62 anni.

Docenti Infanzia e Primaria: la petizione per la parità salariale

Photo by Bhupindra International Public School on Pexels

Il 2 luglio scorso, il mondo della scuola ha visto un momento di svolta simbolica e politica. Il Movimento Docenti Attivi ha ufficialmente depositato in Senato una petizione nazionale che mira a scardinare una disparità storica: quella tra gli insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria e i loro colleghi della secondaria. Non si tratta solo di una questione di prestigio, ma di un divario economico e previdenziale che pesa quotidianamente su migliaia di professionisti.

La richiesta è netta e si articola su due pilastri fondamentali. Il primo riguarda l'equiparazione stipendiale, un tema che ciclicamente torna al centro del dibattito sindacale ma che ora trova una veste formale in un documento depositato nelle sedi istituzionali. Il secondo punto, forse ancora più sentito, è l'accesso al pensionamento anticipato a 62 anni. Questa soglia viene indicata come il limite massimo per garantire una tenuta psicofisica adeguata a chi lavora quotidianamente con i più piccoli, un'attività che richiede energie costanti e una dedizione che spesso non viene riconosciuta dal sistema pensionistico attuale.

Il riconoscimento del lavoro usurante per i docenti della scuola dell'infanzia e primaria è il cuore pulsante di una battaglia che punta a restituire dignità a chi plasma le basi del nostro sistema educativo.

Ma cosa comporta concretamente questa richiesta per il personale docente? La petizione solleva un interrogativo che molti colleghi si pongono da tempo: è possibile continuare a ignorare le specificità del lavoro nelle fasce d'età più giovani? La disparità di trattamento, che vede gli insegnanti della primaria percepire retribuzioni inferiori rispetto ai colleghi di grado superiore, viene vissuta come una discriminazione ingiustificata. Il Movimento Docenti Attivi sostiene che la complessità didattica e relazionale richiesta nella scuola primaria non sia affatto inferiore a quella della secondaria, rendendo il divario economico un retaggio di una visione ormai superata del comparto istruzione.

Intanto, mentre il dibattito politico si accende, i docenti continuano a cercare strade alternative per valorizzare il proprio profilo professionale e migliorare il proprio posizionamento nelle graduatorie. Molti scelgono di investire nella propria formazione, puntando su certificazioni riconosciute che permettano di acquisire punteggio utile per le mobilità o per le supplenze, in attesa che le riforme strutturali promesse dal legislatore trovino finalmente spazio nei decreti attuativi. La strada verso una parità reale è ancora lunga, ma il deposito della petizione segna un punto di non ritorno nella consapevolezza della categoria.

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