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Esami di Maturità e caldo: il 93% delle scuole senza condizionatori

L'allarme del CNDDU sulle ondate di calore durante gli Esami di Maturità: serve un piano nazionale.

Esami di Maturità e caldo: il 93% delle scuole senza condizionatori

Le sessioni degli Esami di Maturità si stanno svolgendo quest'anno in un clima di estrema difficoltà, segnato da ondate di calore che mettono a dura prova la tenuta psicofisica di studenti e docenti. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha lanciato un allarme preoccupante: ben il 93% degli edifici scolastici italiani risulta privo di impianti di climatizzazione adeguati, rendendo le aule luoghi di lavoro e di prova spesso proibitivi.

Il disagio termico non rappresenta solo un problema di comfort, ma incide direttamente sulla capacità di concentrazione e sulla salute dei candidati e dei commissari. In diverse province, le temperature all'interno delle aule hanno raggiunto picchi che superano le soglie di tollerabilità, sollevando dubbi sulla salubritità degli ambienti in cui si svolgono le prove scritte e i colloqui orali.

Il CNDDU ha formalmente proposto l'adozione di un piano nazionale di edilizia scolastica da 3,7 miliardi di euro per modernizzare gli edifici e installare sistemi di raffrescamento.

La proposta avanzata dal CNDDU mira a superare l'attuale frammentazione degli interventi, sollecitando il Ministero dell'Istruzione e del Merito a un impegno strutturale. L'obiettivo è trasformare le scuole in spazi fruibili tutto l'anno, superando la logica dell'emergenza che caratterizza ogni inizio estate. Senza un investimento massiccio in termini di efficientamento energetico e impiantistica, il rischio è che le future sessioni d'esame continuino a essere condizionate da variabili climatiche sempre più estreme.

L'attuale situazione evidenzia quanto sia urgente una revisione delle infrastrutture scolastiche, non solo per garantire la sicurezza, ma per assicurare che il diritto allo studio e il corretto svolgimento delle procedure concorsuali e di esame non siano compromessi dalle condizioni ambientali. La richiesta di 3,7 miliardi di euro si inserisce in un dibattito più ampio sulla qualità degli ambienti di apprendimento, un tema che resta al centro delle rivendicazioni dei sindacati e delle associazioni di categoria.

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