Uno spettro si aggira tra i corridoi scolastici durante le sessioni di giugno: è il timore costante del ricorso al TAR. Questo fenomeno, che va ben oltre il semplice svolgimento degli esami di maturità, sta trasformando radicalmente il ruolo dei docenti, spesso spinti verso una sorta di "compiacenza" valutativa per evitare contenziosi legali che potrebbero protrarsi per anni.
Il sistema scolastico attuale sembra premiare, di fatto, chi non crea attriti. Quando la paura del giudice prevale sulla serenità del giudizio pedagogico, il diritto alla legalità rischia di trasformarsi in un meccanismo perverso. Gli insegnanti, sentendosi esposti a una responsabilità che eccede la didattica, finiscono per adottare strategie di difesa che sviliscono il valore stesso della valutazione finale.
Il peso del contenzioso sulla didattica
La percezione diffusa tra il personale docente è che ogni voto, ogni decisione collegiale e ogni verbale debbano essere blindati contro possibili impugnazioni. Questa pressione burocratica e legale non è priva di conseguenze sul piano formativo. La necessità di "mettersi al riparo" da eventuali ricorsi al TAR finisce per influenzare la trasparenza e l'autonomia che dovrebbero caratterizzare l'operato delle commissioni d'esame.
Il sistema premia chi non crea attriti. Il diritto alla legalità si trasforma in un meccanismo perverso che svuota di significato la valutazione.
Le segnalazioni provenienti da diverse realtà scolastiche evidenziano come la paura del contenzioso stia creando un clima di incertezza. Gli insegnanti si trovano a operare in un contesto dove la correttezza formale rischia di prevalere sulla sostanza del percorso di apprendimento dello studente. Questo scenario non solo mina la serenità degli esami di Stato, ma solleva interrogativi profondi sulla tenuta del sistema di valutazione nazionale.
Affrontare questa sfida richiede non solo una maggiore tutela legale per i docenti, ma anche una solida preparazione professionale che permetta di gestire le procedure valutative con competenza e rigore inattaccabile. La formazione continua, in questo senso, diventa lo strumento principale per riaffermare l'autorevolezza del docente, rendendo ogni atto valutativo solido, motivato e conforme alle normative vigenti, riducendo così lo spazio per le contestazioni.
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