Le segreterie scolastiche e i rappresentanti dei lavoratori fanno i conti con la chiusura definitiva dell'accordo economico che ridisegna il panorama delle risorse accessibili negli istituti. È stato infatti sottoscritto presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito il Contratto Collettivo Integrativo Nazionale che stabilisce i criteri di ripartizione del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa per l'anno scolastico 2025/2026, mettendo in circolo un totale complessivo di 847 milioni e 360 mila euro.
Il percorso che ha portato alla firma definitiva non è stato immediato, dovendo superare il vaglio tecnico della Ragioneria Generale dello Stato e della Corte dei Conti, passaggi obbligati per la legittimazione della spesa pubblica in base alle vigenti disposizioni di contabilità di Stato. L'organo di controllo ha certificato la compatibilità economico-finanziaria del testo, imponendo tuttavia alcune correzioni formali e la rettifica di una voce specifica di spesa: l'importo destinato all'incremento dell'indennità per i Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi è stato aggiustato a 6.726.215,99 euro, discostandosi leggermente dai 6.727.166,39 euro indicati in prima battuta. Questo iter burocratico, pur garantendo la massima trasparenza, evidenzia quanto sia complessa la gestione contabile per le segreterie, chiamate a recepire rapidamente le variazioni nei bilanci previsionali delle scuole.
Ma come verranno concretamente ripartite queste risorse tra i capitoli di spesa degli istituti? La parte preponderante dei finanziamenti, pari a 559,5 milioni di euro, confluisce direttamente nel Fondo delle Istituzioni Scolastiche, la voce principale utilizzata per retribuire le attività connesse all'offerta formativa, ai progetti extracurricolari e all'aggiornamento professionale del personale docente ed educativo. A questo si aggiungono 130,7 milioni di euro riservati alla valorizzazione del personale, distribuiti per l'80% in base ai posti in organico e per il restante 20% attraverso indici di complessità territoriale e sociale, come la presenza di alunni con disabilità certificate ai sensi della Legge 104/92, di studenti stranieri non di madrelingua e la collocazione degli edifici scolastici in aree montane o disagiate.
Il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa rappresenta una boccata d'ossigeno per la gestione degli istituti, ma la vera sfida resta la tempestività nell'erogazione dei compensi al personale, evitando i ritardi accumulati negli anni passati a causa della tardiva sottoscrizione dei contratti integrativi d'istituto.
Un'attenzione particolare viene rivolta alle specifiche categorie di spesa e agli incarichi mirati all'interno degli istituti, settori nevralgici per la tenuta organizzativa quotidiana. Vengono stanziati 45,2 milioni di euro per le funzioni strumentali distribuite tra le 7.565 scuole italiane, con un occhio di riguardo per le 8.694 sedi che affrontano maggiori criticità organizzative a causa della multidimensionalità del territorio. Per il personale ATA, il contratto riserva 34,6 milioni di euro destinati a remunerare gli incarichi specifici, un riconoscimento economico fondamentale per chi supporta quotidianamente l'assistenza igienico-sanitaria agli studenti con disabilità e garantisce le mansioni di primo soccorso. Sul fronte della didattica, trovano spazio 17,1 milioni per l'educazione fisica nella scuola primaria e 30 milioni per coprire le ore eccedenti necessarie a tamponare le supplenze brevi e saltuarie dei docenti assenti.
Non mancano interventi mirati alle aree geografiche più svantaggiate del Paese, con 20 milioni di euro assegnati alle scuole che registrano un indicatore di complessità socio-economica pari o superiore al 44%, parametro calcolato su base statistica dall'INVALSI. All'interno di questo perimetro rientrano i 6 milioni legati al Piano Agenda Sud, suddivisi tra la fidelizzazione dei docenti di ruolo che garantiscono la continuità didattica triennale e la progettazione di laboratori pomeridiani, oltre ai 3 milioni riservati alla continuità didattica nelle piccole isole e ai fondi specifici per la tutela del bilinguismo in Friuli-Venezia Giulia. Per i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi e per gli assistenti amministrativi, una gestione così articolata di fondi vincolati richiede competenze avanzate in materia di contrattazione collettiva integrativa e rendicontazione telematica tramite la piattaforma PAWEB.
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