Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso un parere nettamente negativo sullo schema di direttiva ministeriale che mira a riscrivere le regole per l'accreditamento degli enti deputati alla formazione del personale scolastico. L'organo consultivo ha evidenziato come la proposta attuale rischi di trasformare il sistema in un apparato eccessivamente centralizzato, lontano dalle reali necessità degli istituti e dei docenti.
Le critiche mosse dal CSPI si concentrano in particolare sulla rigidità delle procedure di accreditamento. Secondo il Consiglio, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha delineato un percorso burocratico che appare irrealistico, complicando l'attività degli enti di formazione senza garantire un reale innalzamento della qualità didattica. Il timore espresso è che tale approccio possa limitare l'autonomia delle scuole e la varietà dell'offerta formativa, elementi essenziali per rispondere alle sfide pedagogiche contemporanee.
Le criticità del modello di accreditamento proposto
Tra i punti focali del dibattito emerge la preoccupazione per una gestione che privilegia il controllo amministrativo rispetto all'efficacia dei percorsi proposti. Il CSPI sottolinea come l'unanimità delle critiche rifletta un malessere diffuso tra gli operatori del settore, che vedono nella direttiva un ostacolo alla valorizzazione delle competenze professionali. La richiesta è quella di un modello più flessibile, capace di integrare le esigenze del territorio con standard qualitativi elevati, evitando di appesantire ulteriormente il lavoro di chi opera quotidianamente nel mondo della scuola.
Il CSPI contesta l'eccessivo centralismo della direttiva, definendo le procedure di accreditamento degli enti di formazione come irrealistiche e burocratiche.
La posizione del CSPI non è isolata, poiché si inserisce in un contesto in cui le organizzazioni sindacali, come UIL Scuola e CISL Scuola, monitorano costantemente le evoluzioni normative che impattano sulla carriera del personale. La bocciatura solleva interrogativi cruciali sul futuro della formazione continua: se le regole per gli enti formatori diventano troppo stringenti o poco funzionali, a risentirne è l'intero sistema di aggiornamento professionale, fondamentale per docenti e personale ATA che cercano di migliorare il proprio profilo e avanzare nelle graduatorie.
L'incertezza normativa attuale rende ancora più strategico per il personale scolastico puntare su percorsi di certificazione riconosciuti e consolidati. Su CEMFORM.it sono disponibili diverse soluzioni per arricchire il proprio curriculum, tra cui la certificazione IDCERT DigComp 2.2 (1 pt GPS), la IDCERT DigCompEdu (2 pt GPS) o il Pacchetto DigComp 2.2 + DigCompEdu (3 pt GPS). Per il personale ATA, sono attivi i percorsi per la Dattilografia (1 pt ATA) e la certificazione EIPASS 7 Moduli Standard. Per chi punta alle graduatorie docenti, sono disponibili le certificazioni linguistiche British Institutes B2 (3 pt GPS), C1 (4 pt GPS) e C2 (5 pt GPS), oltre ai percorsi didattici come LIM, Tablet, Coding e Teacher. È possibile inoltre accedere ai percorsi Master, Perfezionamento e ai corsi CLIL + Inglese B2 (30 CFU) per un aggiornamento professionale completo e certificato.


