Il panorama delle immissioni in ruolo per il personale docente si fa sempre più complesso, specialmente per chi attende una chiamata dalle graduatorie provinciali. Durante il consueto appuntamento con il Question Time di OrizzonteScuola TV dello scorso 6 agosto 2026, condotto da Andrea Carlino con la partecipazione di Chiara Cozzetto della segreteria nazionale ANIEF, è emerso un quadro critico per le province del Nord Italia, dove i margini di manovra si sono ristretti notevolmente.
Le possibilità di ottenere un posto stabile attraverso lo scorrimento delle GPS di sostegno sono oggi inferiori rispetto al passato recente. Il motivo risiede nella complessa architettura normativa introdotta dai recenti decreti ministeriali e dalla riforma del reclutamento imposta dagli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha modificato radicalmente le gerarchie delle immissioni in ruolo.
Analizzando nel dettaglio i dati forniti dai sindacati e dagli uffici scolastici regionali, emerge che in regioni chiave come Lombardia, Veneto e Piemonte — storicamente caratterizzate da una forte carenza di docenti specializzati — la percentuale di cattedre assegnate direttamente ai precari storici si è ridotta drasticamente. Questo fenomeno non è dovuto a una diminuzione dei posti di sostegno vacanti, che anzi continuano a registrare numeri record anno dopo anno, bensì a una diversa ripartizione dei canali di accesso voluta dal legislatore.
Prima ancora che le autorità scolastiche possano attingere alle GPS, infatti, il sistema deve esaurire le graduatorie del concorso PNRR3 e i nuovi elenchi regionali. Questa priorità legislativa assorbe una fetta consistente dei posti disponibili, lasciando alle graduatorie provinciali solo i residui marginali delle cattedre vacanti. Per questo motivo, centinaia di docenti che per anni hanno garantito la continuità didattica nelle aule italiane si trovano oggi scavalcati da procedure concorsuali straordinarie e ordinarie che procedono a rilento ma godono della precedenza assoluta.
L'impatto di questa dinamica si ripercuote direttamente sulla stabilità professionale dei docenti precari. Chi sperava di chiudere la propria carriera di supplenze e ottenere il tanto atteso contratto a tempo indeterminato si scontra ora con una competizione spietata e con un numero di posti residui insufficiente a coprire la domanda della prima fascia GPS. A pagarne le conseguenze non sono solo i lavoratori, ma indirettamente anche gli studenti con disabilità, che rischiano di subire l'ennesimo anno di rotazione dei docenti di sostegno a causa della mancata stabilizzazione del personale già formato sul campo.
Le possibilità sono molto più limitate rispetto agli anni precedenti a causa dei nuovi canali di reclutamento che precedono le graduatorie provinciali.
Di fronte a questa contrazione dei posti, il sindacato ANIEF torna a battere sul tasto del doppio canale di reclutamento, una soluzione strutturale pensata per garantire tutele reali ai lavoratori precari. La proposta avanzata prevede di riservare una quota fissa del 50 percento delle immissioni in ruolo direttamente alle GPS, estendendo la misura sia al sostegno che ai posti comuni, affiancandola alle normali procedure concorsuali. Secondo i rappresentanti sindacali, solo attraverso l'assunzione a scorrimento delle graduatorie provinciali si potrà sanare definitivamente il precariato storico e garantire alle scuole il personale necessario già dal primo settembre.
Nel frattempo, in attesa di eventuali interventi legislativi che possano modificare i criteri di assegnazione dei ruoli, per i docenti non di ruolo diventa strategico investire sulla propria formazione e sul miglioramento del punteggio. Acquisire nuove abilitazioni, certificazioni linguistiche e informatiche, o specializzazioni specifiche rappresenta l'unica vera difesa per mantenere posizioni di vertice nelle graduatorie ed evitare di scivolare troppo in basso di fronte all'avanzare dei nuovi concorrenti inseriti dai concorsi pubblici.
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