Guardare alle vecchie graduatorie per capire se si rientrerà nelle nomine su posto di sostegno è un esercizio che rischia di trarre in inganno. Durante il recente appuntamento con il Question Time di OrizzonteScuola TV, l'esperta in normativa scolastica Sonia Cannas ha chiarito un punto fondamentale per migliaia di docenti: il confronto con i dati dello scorso anno offre indicazioni estremamente labili, quasi del tutto inaffidabili per chi attende l'incarico.
Il motivo principale risiede nel fatto che l'ultimo aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) ha rimescolato profondamente le carte in tavola. Molti aspiranti docenti hanno sfruttato la finestra di aggiornamento biennale per dichiarare nuovi servizi maturati sul campo e ulteriori titoli culturali che hanno fatto lievitare i punteggi complessivi. Per questo motivo, la soglia di punteggio che dodici mesi fa garantiva una determinata posizione non rappresenta più un parametro di riferimento valido per il nuovo anno scolastico.
Analizzando la dinamica delle immissioni in ruolo e delle supplenze annuali (fino al 31 agosto o al 30 giugno), emerge chiaramente come la concorrenza sia cresciuta in modo esponenziale. Negli anni recenti, infatti, il fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno è aumentato vertiginosamente, spingendo un numero sempre maggiore di insegnanti a investire sulla propria formazione. Tuttavia, l'incremento dei posti vacanti autorizzati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) non sempre riesce a coprire la domanda effettiva, acuendo la competizione all'interno delle stesse fasce di graduatoria.
Un altro elemento cruciale che altera le previsioni riguarda il meccanismo delle 150 preferenze per l'assegnazione degli incarichi. Spesso i docenti tendono a concentrare le proprie scelte sulle medesime istituzioni scolastiche o sui medesimi ambiti territoriali più ambiti, generando fluttuazioni imprevedibili nei tagli minimi di punteggio. Chi si ferma a valutare la propria posizione basandosi unicamente sullo storico delle scorse stagioni rischia di compiere una lettura distorta, sottovalutando l'impatto dei trasferimenti da una provincia all'altra e l'inserimento dei nuovi abilitati tramite i cicli del TFA Sostegno.
A rendere il quadro ancora più complesso si aggiunge un secondo fattore logistico e amministrativo, ovvero la totale opacità legata alla presenza dei candidati che beneficiano di riserve di legge, come quelle previste dalla Legge 68/99 per le categorie protette.
Le informazioni relative alle riserve non sono pubbliche e non è quindi possibile conoscere con precisione quanti aspiranti ne beneficino all’interno di una determinata graduatoria.Questa lacuna informativa impedisce di ricostruire con anticipo l’effettivo andamento delle nomine dal cosiddetto bollettino zero, poiché la posizione utile in graduatoria può variare drasticamente in virtù di queste precedenze non immediatamente visibili agli altri candidati.
Sul fronte operativo, i docenti inclusi nelle graduatorie devono monitorare con attenzione non solo le pubblicazioni dei singoli Uffici Scolastici Territoriali (UST), ma anche le circolari ministeriali che definiscono le tempistiche per la presentazione telematica delle istanze. Ogni singola fase procedurale – dalla compilazione delle preferenze alla gestione della rinuncia o dell'accettazione condizionata – richiede una consapevolezza normativa avanzata per evitare di incorre in sanzioni o nella perdita dei turni di nomina successivi.
I dati delle passate stagioni possono offrire al massimo uno sfondo generale, ma non consentono in alcun modo di calcolare una soglia di sicurezza. Tra punteggi rivalutati, candidati con riserva invisibili nei sistemi, flussi di mobilità interprovinciale e una platea di docenti sempre più agguerrita, l'attesa delle nomine si conferma un passaggio delicato che richiede massima attenzione alle prossime pubblicazioni degli uffici scolastici provinciali.
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