La complessità delle procedure concorsuali legate al PNRR genera spesso incertezze tra i docenti che si trovano a gestire contemporaneamente l'anno di prova e il superamento di nuove procedure selettive. Un caso emblematico riguarda i docenti che, pur avendo vinto il concorso PNRR3 in una regione — come la Campania — si trovano contemporaneamente a svolgere l'anno di prova su posto di sostegno (ADEE) in un'altra, ad esempio la Lombardia.
Il quesito che molti aspiranti docenti pongono riguarda la possibilità di un eventuale depennamento dalle graduatorie nel caso in cui non si riuscisse a rientrare nel contingente delle immissioni in ruolo di settembre. La questione è stata affrontata da Antonio Antonazzo, della direzione nazionale Gilda, durante una recente diretta della Tecnica risponde live, chiarendo i contorni normativi di una situazione che mette in allerta migliaia di precari.
La gestione delle graduatorie e il ruolo del contingente
Il timore principale è che la mancata assunzione immediata, nonostante il superamento del concorso, possa comportare la perdita del diritto al ruolo o la cancellazione dalle liste. Secondo l'esperto, la normativa vigente tutela il docente che ha già superato l'anno di prova, ma la sovrapposizione tra diverse procedure richiede estrema attenzione alle tempistiche di pubblicazione delle graduatorie di merito e alla disponibilità dei posti vacanti e disponibili.
Il rischio di depennamento non è automatico, ma dipende strettamente dalla corretta gestione della propria posizione nelle graduatorie e dalla tempistica di immissione nel contingente annuale.
La preoccupazione per il 2026 si inserisce in un quadro di transizione in cui le immissioni in ruolo devono armonizzarsi con le nuove regole del reclutamento. È fondamentale monitorare le comunicazioni degli Uffici Scolastici Regionali (USP) e le indicazioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito, poiché la gestione del doppio binario — anno di prova in corso e nuova immissione — richiede una pianificazione precisa per evitare di trovarsi in una posizione di stallo amministrativo.
Per i docenti che puntano a consolidare la propria posizione professionale e a migliorare il punteggio nelle graduatorie, la formazione continua rimane un pilastro fondamentale, specialmente in vista delle future procedure di mobilità e di aggiornamento delle GPS.
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