Formazione & Certificazioni

Marche: 3,5 milioni per la formazione e i corsi IeFP

La Regione Marche stanzia 3,5 milioni di euro per i corsi IeFP e la formazione duale. Opportunità per combattere la dispersione scolastica.

Marche: 3,5 milioni per la formazione e i corsi IeFP

Photo by Davide on Pexels

La Regione Marche ha deciso di mettere sul piatto un fondo di 3.549.031 euro per dare una spinta concreta alla formazione dei più giovani. La Giunta ha infatti dato il via libera a 13 percorsi triennali gratuiti di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), programmati per l’anno scolastico 2026/2027. La novità principale risiede nell'adozione della modalità duale, un sistema che consente agli studenti di dividersi tra le aule scolastiche e i reparti produttivi delle aziende locali.

L'intervento regionale affonda le sue radici nel quadro normativo nazionale ed europeo legato al potenziamento degli istituti professionali e dei percorsi di transizione scuola-lavoro, recependo le linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito e le direttive comunitarie in materia di garanzia per i giovani. Attraverso lo stanziamento di questi oltre 3,5 milioni di euro, l'amministrazione intende coprire integralmente non solo i costi di gestione e didattica dei percorsi, ma anche le spese relative ai materiali didattici e ai dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari per operare in sicurezza nei laboratori e nelle aziende partner.

L’iniziativa coinvolgerà fino a 234 ragazzi marchigiani, offrendo la possibilità di acquisire competenze spendibili fin da subito nel tessuto produttivo. Analizzando i dati storici del mercato del lavoro regionale, emerge chiaramente come la percentuale di occupabilità per chi esce da un percorso di istruzione tecnica e professionale con modalità duale si mantenga costantemente superiore alla media dei percorsi puramente teorici, registrando in molti settori produttivi locali picchi di inserimento lavorativo stabile entro i primi sei mesi dal diploma superiore all'ottanta percento.

L'obiettivo dichiarato è accorciare le distanze con il mondo del lavoro già durante il percorso di studi, puntando su un apprendimento pratico che si fa toccando con mano la realtà di officine e uffici. Come si traduce questo modello sul territorio? Semplice: creando un incastro funzionale tra le reali necessità delle imprese e la preparazione degli alunni. Le aziende marchigiane, specie nei distretti manifatturieri, meccanici e dell'agroalimentare, lamentano spesso una carenza di profili tecnici specializzati; l'alternanza strutturata permette di formare le figure professionali esattamente laddove serve, riducendo drasticamente i tempi e i costi di onboarding aziendale post-diploma.

Per il personale docente e per gli operatori scolastici, l'implementazione di questi percorsi triennali implica un cambio di paradigma significativo. Non si tratta più soltanto di trasmettere nozioni disciplinari all'interno di un'aula chiusa, ma di coordinarsi costantemente con i tutor aziendali, co-progettare le unità di apprendimento e valutare le competenze acquisite dagli studenti anche nei contesti lavorativi esterni. Questa evoluzione richiede nuove competenze pedagogiche e organizzative, ponendo l'accento sulla necessità di una formazione continua per i docenti chiamati a gestire classi sempre più dinamiche e orientate al problem solving applicato.

Lavorare sui giovani significa investire sul futuro della nostra regione e offrire opportunità concrete di crescita professionale.

Tiziano Consoli, assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, ha sottolineato l'importanza di questo legame stretto tra istruzione e comparto produttivo. Questi corsi triennali rappresentano uno strumento utile per arginare due problemi cronici come la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile. La strategia punta a valorizzare il capitale umano, permettendo agli studenti di trasformare le proprie inclinazioni in una professione stabile senza dover necessariamente cercare fortuna altrove, trattenendo così le migliori energie creative e tecniche all'interno del territorio marchigiano.

A livello comparativo, modelli simili adottati in altre regioni italiane e in contesti europei di eccellenza, come il sistema duale tedesco o austriaco, hanno dimostrato che il coinvolgimento precoce delle imprese nella progettazione formativa riduce la dispersione scolastica sotto la soglia fisiologica del cinque percento. Nelle Marche, l'estensione di questi 13 percorsi per il 2026/2027 rappresenta un banco di prova fondamentale per misurare la tenuta del sistema formativo regionale di fronte alle sfide della transizione digitale ed ecologica, che richiedono un aggiornamento costante delle competenze tecniche fin dalla base del percorso scolastico.

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