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Maturità 2026: il ruolo del presidente nel colloquio orale

Chiarimenti del Ministero sulla struttura del colloquio e il ruolo del presidente alla Maturità 2026.

Maturità 2026: il ruolo del presidente nel colloquio orale

La fase degli esami di Stato rappresenta un momento cruciale per migliaia di studenti e per i docenti impegnati nelle commissioni. Con l'avvicinarsi della Maturità 2026, il dibattito si è concentrato sulla corretta gestione del colloquio orale, in particolare riguardo alle prerogative del presidente di commissione nel porre domande dirette ai candidati durante la prova.

Secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026, il colloquio orale è stato oggetto di una precisa riorganizzazione. La prova, che segue lo svolgimento delle prove scritte, è strutturata per vertere sulle quattro discipline individuate specificamente per ciascun indirizzo di studi, garantendo così una valutazione coerente con il percorso formativo seguito dagli studenti.

Il ruolo del presidente durante il colloquio

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha fornito indicazioni puntuali per fugare ogni dubbio interpretativo. Il presidente di commissione, pur avendo un ruolo di coordinamento e vigilanza sull'intero iter valutativo, non è un mero spettatore passivo. Egli ha infatti la facoltà di intervenire durante il colloquio, ponendo domande che possano aiutare a chiarire o approfondire gli argomenti trattati dal candidato, sempre nel rispetto dei nuclei tematici definiti dal consiglio di classe.

Il colloquio della Maturità 2026 è concepito come un momento di sintesi multidisciplinare, dove il ruolo del presidente è quello di garantire l'equità e la profondità della valutazione.

Questa impostazione mira a rendere il colloquio un momento di confronto autentico, evitando che la prova si riduca a una mera esposizione mnemonica. La presenza attiva del presidente assicura che il candidato venga stimolato a collegare le diverse discipline, dimostrando non solo le conoscenze acquisite, ma anche la capacità di rielaborazione critica richiesta dalle attuali linee guida ministeriali.

Per i docenti chiamati a ricoprire il ruolo di commissari o presidenti, la conoscenza approfondita della normativa vigente è essenziale per gestire correttamente le dinamiche d'aula. La chiarezza nelle procedure non solo tutela il diritto dello studente a una valutazione trasparente, ma garantisce anche la regolarità formale dell'intero esame, evitando possibili contenziosi o irregolarità procedurali che potrebbero inficiare l'esito finale della Maturità 2026.

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