La sveglia suona alle cinque del mattino, seguita da una sessione di ginnastica, qualche biscotto e un caffè. Non è la routine di un giovane studente, ma quella di Orazio Rinaldi, tenente colonnello dell’Esercito in pensione che, a 78 anni, ha deciso di rimettersi in gioco affrontando l'esame di Maturità. Il suo arrivo all'Istituto Tecnico Superiore Calamandrei di Roma ha segnato un momento di riflessione importante sul valore dell'apprendimento permanente.
Rinaldi non ha nascosto le difficoltà tipiche di chi torna sui banchi dopo decenni, ammettendo di provare la stessa ansia dei suoi compagni molto più giovani. Tuttavia, la sua esperienza non è stata priva di modernità: durante l'anno scolastico, infatti, ha sperimentato l'uso di ChatGPT per supportare la preparazione, arrivando persino a farsi "beccare" dal professore mentre tentava di utilizzarlo per facilitare il lavoro di studio.
L'integrazione delle nuove tecnologie nella didattica
L'episodio di Rinaldi solleva una questione centrale per il corpo docente: il ruolo dell'intelligenza artificiale e delle competenze digitali nel percorso formativo. Se da un lato l'AI può rappresentare un supporto, dall'altro impone una riflessione su come la scuola debba guidare gli studenti, di ogni età, verso un uso consapevole e critico degli strumenti tecnologici.
La Maturità a 78 anni è un'esperienza bellissima, capace di abbattere le barriere generazionali e di confermare che il desiderio di conoscenza non ha data di scadenza.
La vicenda del colonnello Rinaldi dimostra che la scuola rimane il luogo privilegiato per il confronto intergenerazionale. La sfida per i docenti oggi è quella di saper integrare queste nuove metodologie, mantenendo alta la qualità dell'insegnamento e la capacità di stimolare il pensiero critico, indipendentemente dall'età degli studenti che siedono in aula.
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