Fiori, coriandoli, bottiglie di vetro abbandonate ovunque e persino animali domestici lasciati liberi di sporcare l'ingresso degli istituti. Non si tratta della cronaca di una festa di piazza fuori controllo, ma della realtà quotidiana che molti dirigenti scolastici si trovano a gestire durante lo svolgimento degli esami di Stato. La Maturità, momento culminante del percorso formativo di ogni studente, sta assumendo in molti contesti una deriva che preoccupa profondamente il personale scolastico.
Le testimonianze raccolte tra i presidi descrivono scenari di vera e propria inciviltà. Oltre al degrado ambientale, che costringe il personale ATA a interventi di pulizia straordinari e immediati, si registra un clima di tensione crescente alimentato dai genitori. Non è raro, infatti, che le famiglie si presentino a scuola per contestare apertamente i voti assegnati dalle commissioni, trasformando l'area antistante l'istituto in un teatro di polemiche accese che minano la serenità necessaria per lo svolgimento delle prove.
"Così non è una festa, è un'inciviltà": il grido d'allarme dei dirigenti scolastici di fronte al degrado che accompagna le giornate degli esami di Stato.
Questa situazione solleva interrogativi urgenti sul ruolo della scuola e sulla percezione sociale dell'esame finale. Il decoro degli spazi scolastici e il rispetto per il lavoro dei docenti e del personale ATA dovrebbero essere pilastri fondamentali di ogni comunità educante. Invece, l'abbandono di rifiuti e il comportamento irrispettoso di alcuni gruppi di studenti e genitori rischiano di svuotare di significato il valore pedagogico dell'esame, riducendolo a un evento mondano privo di quel rigore che dovrebbe caratterizzare un momento istituzionale così delicato.
La gestione di tali criticità richiede un impegno congiunto tra istituzioni e famiglie per ripristinare un clima di rispetto reciproco. La scuola rimane un presidio di cultura e civiltà, ma la sua tutela passa inevitabilmente attraverso una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti, chiamati a preservare il decoro degli ambienti di apprendimento anche nei momenti di maggiore pressione emotiva e sociale.

